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In Commissione Affari Costituzionali il dibattito sul "Decreto Scuola". L'opposizione chiede il ritiro del provvedimento

4 ago 2018
Commissione Affari Costituzionali
Commissione Affari Costituzionali
Il "Decreto Scuola" arriva in Commissione Affari Costituzionali ed Istituzionali e dà il via a un dibattito acceso in aula, seguito anche da decine di docenti riunitisi davanti a Palazzo Pubblico per ribadire il "no" al provvedimento.

Il Segretario all'Istruzione Marco Podeschi nel suo intervento spiega: "In queste settimane sono circolate informazioni non aderenti alla realtà e ingiustamente allarmistiche”. Per il Segretario non corrispondono al vero le voci che dicevano che ci sarebbe stato un aumento del rapporto numerico bambini-educatori, che sarebbero stati effettuati tagli di circa il 10% della spesa destinata all’istruzione e che si sarebbero voluti colpire gli insegnanti. "È invece intenzione di questo governo" - spiega Podeschi "valorizzare la professionalità dei docenti ed evidenziare il loro importante ruolo sociale”. Parlando dei bambini il Segretario evidenzia come sia necessario capire quale sia il vero interesse, "lasciare crescere irresponsabilmente il debito pubblico con cui un giorno essi purtroppo saranno costretti a fare i conti, o individuare correttivi che, pur non incidendo sulla qualità dell’istruzione, possano rendere più sostenibile il sistema scolastico"
Nella relazione vengono anche illustrati altri interventi e progetti su cui sta lavorando la Segreteria di Stato: ora di religione, plurilinguismo, inclusione, internazionalizzazione e polo scolastico.

Le reazioni delle opposizioni in aula non si fanno attendere. Mariella Mularoni (Pdcs) parla di "farsa e presa in giro" e aggiunge “l'Odg di oggi prevedeva un riferimento sul decreto, non un piano programmatico sull'istruzione” . Definisce il provvedimento “un decreto balneare al limite dell'incostituzionalità” e definisce i colleghi di maggioranza “soldatini senza coscienza”. Anticipa che le forze di opposizione chiederanno il ritiro del decreto.

Dalla maggioranza eplica Marina Lazzarini (Ssd), insegnante, dicendo di comprendere i timori dei colleghi docenti ma dicendosi convinta che ci sia "un clima di allarmismo esasperato che ha portato una situazione di conflitto tra insegnanti e strumentalizzazioni nei confronti dei genitori”.

Denise Bronzetti (PS) chiede rispetto per insegnanti e genitori che si sono esposti con la petizione anti-decreto, “Non può dire che i cittadini sono stati strumentalizzati dalla politica” e polemizza sul ricorso allo strumento del decreto delegato, stigmatizzando la mancanza di confronto in aula.

Dalla maggioranza Fabrizio Perotto (RF) anche lui insegnante, replicando alle accuse di Mularoni: “Ho sempre votato coscientemente in Aula e, come lei, faccio parte della categoria degli insegnanti e so perfettamente- chiosa- che una parte di loro non è d'accordo con il decreto, li rispetto e lei deve rispettare la mia posizione”. Per Perotto il problema da fronteggiare è il calo demografico del paese e invita ad adare avanti con il provvedimento e di pari passo affrontare il rilancio della natalità a San Marino.

Prende la parola anche Davide Forcellini (Rete), leggendo l'Odg dell'opposizione in cui si richiede il ritiro immediato del decreto e l'attivazione di “un tavolo di lavoro per sviluppare un Progetto di legge organico che disciplini interventi con il coivolgimento di docenti, sindacati, rappresentaze politiche di maggioranza e delle opposizioni”

In serata il dibattito si è trasferito sull'esame, in sede referente, del progetto di legge sul trattamento dei dati personali. Il Segretario agli Affari Interni Guerrino Zanotti nell'illustrare il progetto ha definito la materia "un diritto fondamentale per gli individui". "È lo strumento che può essere utilizzato per evitare le discriminazioni tra le persone. Principio cardine in materia di trattamento dei dati personali"- spiega - "è il diritto di ciascun individuo che conferisce i propri dati personali a conoscere in via preventiva come questi dati verranno trattati, sia nel settore privato sia in quello pubblico, nonché la garanzia che il trattamento sia effettuato nel rispetto di specifiche norme di legge". Per il Segretario la nuova normativa permetterà al Titano di adeguarsi agli standard OCSE sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale e di adattarsi agli standard del Regolamento dell'UE in materia di dati personali.