Prosegue l'analisi del Progetto di legge sull'Emergenza casa presentato dalla Segreteria al Territorio e ora sotto la lente della Commissione IV. Confronti e modifiche al testo, in particolare sugli articoli 3 e 4, che lentamente modificano il suo aspetto. L'aula si concentra sulla copertura finanziaria - il governo prevede 5 milioni di euro per i prossimi sei mesi, che di volta in volta verranno reintrodotti - e sulle condizioni di accesso ai mutui agevolati.
Gli emendamenti presentati dall’opposizione in mattinata sono stati quasi tutti respinti, ad eccezione di una proposta di Rete che prevede verifiche annuali, anziché triennali, sulla permanenza dei requisiti per ottenere i contributi statali. Bocciata la sua idea di fissare uno spread massimo sui mutui agevolati. Stesso esito per la richiesta di DML di graduare il rimborso degli interessi in base al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili. Nemmeno sulla decadenza del contributo si trova l'intesa: le opposizioni chiedono più controlli e la sua restituzione immediata. Si registra comunque l'apertura del governo alla discussione su metodi di sorveglianza efficaci.
Confronto serrato, ma con poche convergenze tra maggioranza e opposizione durante la sessione. La proposta di Rete di eliminare i rappresentanti politici dalla Commissione per la Gestione dell’Edilizia Residenziale è inadeguata per la maggioranza, ma arriva l'ok per la diffusione dei verbali delle sedute ai gruppi consiliari.
Gli animi si scaldano particolarmente solo durante il colpo di scena sulla votazione dell'emendamento, sempre di Rete, che prevede l’introduzione della locazione con riscatto per facilitare l’accesso alla prima casa. Dopo un’iniziale apertura del governo, arriva la bocciatura con 10 voti contrari e nessun favorevole. Dall'opposizione le accuse di scarsa coesione all’interno della maggioranza e di voler lanciare un segnale politico. Dopo una sospensione, il governo riconosce un errore procedurale. Viene depositato un nuovo testo che dà mandato al Congresso di Stato di adottare entro la fine dell’anno un decreto delegato che accolga quanto proposto da Rete. L’emendamento nella nuova formulazione viene approvato all’unanimità con 10 voti favorevoli.
Convergenze trovate nella serata precedente per l'articolo 3, modificato anche con le proposte delle forze di minoranza: tra le novità legate al mutuo prima casa fissato a 200 metri quadrati la superficie massima totale dell'immobile, compresi balconi e portici calcolati però al 50%. Il contributo statale viene alzato a 250.000 euro. Con l'articolo 4 la garanzia statale viene destinata agli under 45 anni con reddito imponibile pro capita sotto i 18.000 euro, prevedendo tassi agevolati grazie ad accordi bancari.
I lavori continueranno in serata.