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'Piano parallelo', opposizioni: "Commissione d'inchiesta subito, chiarezza ora"

Le forze di minoranza criticano il progetto di legge della maggioranza sulla commissione d'inchiesta ed esprimono dubbi sui tempi

di Mauro Torresi
17 mar 2026

Le forze di opposizione non ci stanno: la commissione consiliare d'inchiesta sul cosiddetto “piano parallelo” va fatta subito, per le minoranze. Appello lanciato durante una serata pubblica a Murata. “Chiarezza ora”, il titolo dell'evento durante il quale è stata ripercorsa l'intera vicenda, dalla mancata cessione di Banca di San Marino all'investitore bulgaro fino ai più recenti sviluppi.

"Non abbiamo capito - afferma Nicola Renzi di Rf - quando, per la maggioranza, bisogna farla questa commissione d'inchiesta. Abbiamo delle grosse perplessità. Chiarezza va fatta e subito. Nel nostro progetto di legge viene, invece,  stabilito che ci sarà una prima fase - legata alla compravendita - e la seconda fase sul cosiddetto 'piano parallelo'".

"Dal nostro punto di vista - aggiunge Fabio Righi di Domani Motus Liberi - emerge una responsabilità politica, di chi ha in qualche modo gestito l'intera operazione. Questo nulla ha a che fare con la materia giudiziaria che attiene ad un altro potere dello Stato. Questo elemento va portato al centro del dibattito politico, perché ne risente, a livello di reputazione, l'intero Stato".

Da Alessandro Rossi di Demos critiche all'abrogazione, tramite un emendamento alla legge 30/2025, della norma sulle fondazioni bancarie che ha aperto, di fatto, alla possibilità di vendere la maggioranza di Banca di San Marino. Per Rossi andava, invece, fatta una discussione parlamentare e una legge ad hoc.

Intervenuta, dal pubblico, anche l'avvocata Francesca Bacciocchi, con riflessioni sullo stato di diritto a San Marino e sulle modalità di amministrazione della giustizia. Bacciocchi era tra i protagonisti della nota conferenza stampa di Bruxelles lo scorso febbraio, insieme all'esperto di piccoli Stati Gérard Vespierre, anch'esso in platea a Murata.

"I tentativi di procrastinare l'istituzione e l'avvio dei lavori di una commissione d'inchiesta parlamentare da parte della maggioranza - dice Giovanni Zonzini di Rete - costituiscono dei goffi tentativi di rimandare il più tardi possibile l'accertamento di responsabilità politiche che, sin da ora, si preannunciano e si manifestano come schiaccianti, in capo alla maggioranza e in particolare ad alcuni settori della maggioranza".

Nel servizio le interviste a Nicola Renzi (Repubblica Futura), Fabio Righi (Domani Motus Liberi) e Giovanni Zonzini (Rete)





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