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Piano Stabilità: per la Csu concertazione o conflitto. Ucs, pensioni e sviluppo non scollegate dal “riordino” sistema bancario

3 apr 2018
CsuPiano Stabilità: per la Csu concertazione o conflitto. Ucs, pensioni e sviluppo non  scollegate dal “riordino”  sistema bancario
Piano Stabilità: per la Csu concertazione o conflitto. Ucs, pensioni e sviluppo non scollegate dal “riordino” sistema bancario - Le reazioni al piano di stabilità del governo di sindacati e consumatori
La Csu avverte il governo: sul piano di stabilita, senza concertazione si aprirà la stagione dei conflitti. Sul sistema bancario si ribadisce la necessità di conoscere la reale situazione economica e patrimoniale degli istituti bancari e si giudica sovrastimato lo sbilancio attribuito a Cassa di Risparmio mentre, per le banche private, va evitato qualunque intervento pubblico. Sulla riduzione della spesa pubblica la Csu ricorda che non si deve partire dai tagli alle retribuzioni ma dalle tante economie di scala che si rendono possibili, ad iniziare da una nuova regolamentazione degli appalti. Rispetto al tema della riforma delle pensioni, invece, è fondamentale confermare il contributo dello Stato ai fondi previdenziali, contributo che secondo il Governo andrebbe invece diminuito, così come non viene condivisa l'ipotesi di passare al sistema di calcolo contributivo. Ribadita inoltre la contrarietà a qualunque ipotesi di un ricalcolo delle prestazioni attualmente erogate e per coloro che sono e che si accingono ad entrare in pensione. Il documento viene giudicato "piuttosto debole e scarso sul tema dello sviluppo". Non si fanno scelte sul modello di economia, scrive la Csu, e viene dato poco spazio alla promozione dell'attività produttiva. Intanto l'Unione Consumatori ricorda che quando si affrontano questi argomenti non si può non tener conto che sono tutti collegati fra loro e che avranno un incidenza rilevante sul consumatore.
La riforma del sistema pensionistico, sottolinea, deve essere bilanciata dalla reale implementazione del settore produttivo per portare nuovo gettito e creare i posti di lavoro che servono a supportare le pensioni. Non si può parlare solo di tagli e non si deve impoverire il welfare, perché così si bloccherebbero anche tutte quelle imposte dirette che si creano quando il consumatore ha un potere d’acquisto che gli permette di spendere il proprio denaro in tranquillità.  Pensioni e sviluppo non possono essere a loro volta scollegate dal “riordino” del sistema bancario, mentre la sanità e l’istruzione non devono subire tagli ai “servizi”, ma vanno attuati piani di sviluppo e sburocratizzazione reale. In testa a tutti questi argomenti, per l'unione consumatori, si colloca il debito pubblico e come si intende affrontarlo.  Temi di questa portata, conclude la nota, devono per forza bilanciarsi fra di loro ed essere trattati ad un tavolo con tutte le parti, abbandonando posizioni di rigidità e trovando percorsi comuni, rapidi ma non frettolosi.