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Podeschi replica a Psd-Ps: basta fake news per “screditare l’avversario”

Dal Segretario di Stato il richiamo alla responsabilità "per uscire dai giochi della politica"

di Filippo Mariotti
25 ago 2019
Podeschi replica a Psd-Ps: basta fake news per “screditare l’avversario”

Psd e Ps, in una nota diffusa ieri, chiedevano perché il Segretario Podeschi avesse perso quel rigore che, dai banchi della Democrazia Cristiana, lo aveva portato a fare “una grande battaglia di principio a seguito della nomina da parte del Segretario alla Giustizia Foschi della rispettiva compagna, Eva Guidi”. Il riferimento era alla posizione del consigliere Mattia Ronchi di Repubblica Futura che dopo essere subentrato al dimissionario Matteo Fiorini, mantiene – secondo i due partiti di opposizione - il ruolo di Segretario Particolare nella Segreteria di Podeschi e quello all'interno del CdA della “Giochi del Titano Spa".

A breve giro, la replica di Ronchi che spiega di essersi dimesso da entrambi i ruoli nelle formule e nei tempi previsti, “nonostante la legge non preveda incompatibilità per nessuna delle due cariche”. “La decisione – prosegue il comunicato - è stata presa per una questione di correttezza personale e rispetto istituzionale, che non di certo il PS e PSD devono insegnarmi”, e a cui, parlando sempre di incompatibilità, rivolge il consiglio di guardare meglio “a casa propria”.

Oggi interviene lo stesso Segretario alla Cultura che sgombra il campo da ogni possibile dubbio e parla chiaramente di “fake news” inventate “per dare giudizi sulle persone”. Dopo aver speso parole d'apprezzamento per la figura di Mattia Ronchi, Podeschi ricorda di aver presentato un'Istanza d'Arengo nel 2006 sulla presenza dei familiari negli staff delle Segreterie di Stato. Una richiesta bocciata dalla maggioranza in cui c'era anche il Psd che, l'anno successivo, contava tre parenti in altrettante Segreterie di Stato in qualità di addetti di Segreteria. Una “sagra dei parenti”, continua Podeschi, continuata anche in tempi più recenti con “il coniuge di un consigliere PSS nominato senza clamori nel consiglio di amministrazione di un ente pubblico nel 2015”. Di qui, citando il consigliere Teodoro Lonfernini, il richiamo alla responsabilità per la costruzione di una “fase nuova per uscire dai giochi della politica e dai veleni sparsi per fare confusione, intimidire i giovani e screditare l’avversario”.