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PRG, Michelotti: "Interrare un tratto di superstrada per ricucire Dogana"

Il Segretario al Territorio svela novità del nuovo PRG che verrà illustrato a settembre e portato il mese successivo in prima lettura

di Monica Fabbri
31 ago 2019

Si lavora alle ultime rifiniture del PRG per portarlo in prima lettura ad ottobre. Il Segretario al Territorio detta i tempi, crisi di Governo permettendo. E se c'è chi, come Stefano Canti della Dc, lamenta il mancato confronto con politica ed ordini professionali, Michelotti assicura incontri a settembre con partiti, associazioni e cittadini.

Ma cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo piano regolatore? Non sarà un “piano di fabbricazione” e stravolgerà – assicura il Segretario - tutti i principi del passato. Sono stati introdotti concetti nuovi come il fattore geologico. Nei lotti più a rischio non si potrà costruire e l'eventuale diritto di edificabilità verrà spostato ad altri terreni tramite permuta. “Abbiamo creato – spiega Michelotti - aree di riserva edificabili”. La riqualificazione delle aree urbane – aggiunge - verrà modificata completamente. Quelle soggette a ristrutturazione – che prima venivano regolamentate da piani particolareggiati – vedranno perimetri specifici con apposite schede prescrittive. “Avranno cioè un'impostazione di base – precisa - con disegni e indicazioni su cosa e quanto si potrà fare”. Si privilegerà il lavoro sui centri urbani mentre al di fuori - promette il Segretario - la nuova edificazione sarà molto contenuta. Grande attenzione, poi, ai piccoli nuclei storici sparsi sul territorio. Nel tempo si sono trasformati e pur mantenendo caratteristiche morfologiche antiche hanno visto vecchi edifici sostituiti con nuovi. Si lavora affinché mantengano la loro identità  "per non disperderne il valore”. È la valenza culturale del piano regolatore, che si affianca alle modifiche tecniche.

E nella rosa degli interventi troviamo quelli sulla viabilità, con un progetto, in particolare, su cui il Segretario punta: l'interramento della superstrada dal confine fino a Ponte Mellini per "ricucire" il centro abitato. “Dogana – spiega - è divisa in due e vogliamo farla diventare un'unica città con piazze, giardini, fontane e strade solo per il traffico interno". “Centinaia gli esempi di città che hanno fatto questa scelta” e non si fa intimorire dai costi, “sono alti” – ammette - ma la rendita in termini di vivibilità, ripaga.