Psd: Europa "comma tabù". Renzi: è stato Belluzzi a chiedere il rinvio

Il “comma tabù”. Così il Psd definisce il dibattito parlamentare sull'Accordo di associazione con l'Unione Europea che, sottolinea, nonostante i richiami e gli appelli delle forze politiche, di quelle sindacali e di quelle datoriali, non verrà discusso neppure in questa sessione consiliare. Arrivati all’ultimo giorno di Consiglio, puntualizza il Psd, il comma non è stato aperto. E non è consolante, aggiunge, sapere che la discussione sarà affrontata il prossimo mese, perché - come è ormai noto – a giugno l’Accordo dovrà essere parafato, cioè in sostanza chiuso. A quanto pare, insiste il Psd, al governo non interessa che ci si occupi di questo aspetto fondamentale per il futuro del paese, come dimostra il fatto di avere inserito solo al 19esimo posto questo comma sapendo che poteva slittare ad aprile. Le promesse della Segretaria Esteri sono vane, conclude la nota, dell’Accordo non si deve parlare e il treno di cui parla Renzi, quello da prendere al volo, lo si sta deviando su un binario morto.

Altrettanto dura la replica di Nicola Renzi. “Il comunicato stampa del psd, commenta, denota lo stato di totale confusione in cui quel partito versa. La richiesta di rinviare il comma sull’accordo di associazione all’Unione europea infatti è pervenuta, per le vie brevi, proprio dal consigliere Iro Belluzzi stamane in Consiglio. A questa richiesta, aggiunge il Segretario agli esteri, “io ho acconsentito rimettendomi comunque alle decisioni dei gruppi. Insomma il psd critica se stesso”. Se questa è la serietà con cui una forza politica affronta temi anche rilevanti come quello del negoziato, conclude Renzi, evidentemente il suo apporto non può che essere residuale, o, peggio ancora pernicioso.

Anche per la maggioranza “al PSD l’insuccesso ha dato definitivamente alla testa". Pur di fare notizia, scrive, il PSD ha redatto un comunicato stampa per sconfessare il suo ex capogruppo Iro Belluzzi. Anche un argomento così determinante accusa Adesso.sm, è lo strumento per regolare misere beghe interne o per alimentare il solito teatrino della politica. “La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, conclude la nota, sarà comunque lieta di confrontarsi con tutte le forze politiche, compreso il PSD, nonostante la totale inaffidabilità dimostrata. Anzi, sarà lieta di farlo anche con i pochi superstiti del partito che non siedono in Consiglio e che, pur di passare il tempo, spesso originano cortocircuiti e brutte figure alla loro forza politica”.

Sonia Tura

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