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PSD: incontri su legge elettorale e confronti bilaterali

19 apr 2007
PSD
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La riunione congiunta fra le forze politiche prima dell’esame parlamentare della legge elettorale produce qualche risultato sulla strada di una più ampia condivisione, smussati alcuni spigoli e avvicinate le parti su certi punti, anche se restano vive talune differenze.
Fra queste la più significativa quella che riguarda il doppio turno, una ipotesi che non piace alla DC e sulla quale il polo dei moderati non manca di esprimere le proprie perplessità. Sul tavolo due soluzioni avanzate dalla Democrazia cristiana e i Sammarinesi per la Libertà, ma la maggioranza resta convinta della necessità di introduzione del ballottaggio, per garantire agli elettori la facoltà di decidere da quale coalizione farsi governare.
Qualche divergenza sul voto estero, il Nuovo Partito Socialista polemizza accusando di fare interessi di bottega, le tre forze della coalizione ribattono evidenziando che gli interventi previsti ricercano una cura definitiva al fenomeno.
Fra le novità la proposta di introduzione di uno sbarramento: la avanzano PSD, Alleanza Popolare e Sinistra Unita, per favorire – spiegano – le aggregazioni. Una soglia minima per entrare in Consiglio Grande e Generale che diminuisce in virtù delle coalizioni. In termini percentuali uno 0,40 per ogni lista che si presenta agli elettori: meno simboli sulla scheda elettorale e tetto più basso dunque per accedere in parlamento.
Altra svolta nei confronti: l’annunciata volontà della maggioranza a togliere la norma transitoria, quella disposizione cioè definita antiribaltone.
Il testo che il Consiglio Grande e Generale licenzierà entrerà in vigore da subito ma i suoi effetti si registreranno nella prossima legislatura, quando le nuove regole saranno applicate.
Accordo in vista anche sullo Statuto delle opposizioni. Lo chiedeva la Democrazia Cristiana, rilevando che la legge riduce di fatto l’incidenza delle minoranze e per questo meglio sarebbe stato pensare ad un nuovo rapporto fra chi governa e chi ha il ruolo di controllo. Una proposta rilanciata e per la quale PSD, AP e Sinistra Unita hanno dimostrato la volontà di condividere. Non sarà una norma specifica della legge in votazione ma sarà introdotto un impegno, con tanto di tempi, per mettere mano subito ad una riforma istituzionale che preveda questa nuova forma di relazioni fra le parti in Consiglio Grande e Generale.
Lunedì il dibattito si aprirà in aula, dopo la relazione tenuta dal Capogruppo del PSD, Claudio Felici. Sarà suo il compito di relatore, in accoglienza anche della richiesta avanzata dal Comitato Promotore della legge di iniziativa popolare, che vista l’impossibilità a farlo personalmente per via delle nuove regole, chiedeva alla maggioranza di accollarsi l’onere di farlo al posto loro.