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Il PSD al lavoro per il nuovo governo; botta e risposta AP-Stolfi

8 lug 2008
Palazzo Pubblico
Palazzo Pubblico
Il Partito dei Socialisti e dei Democratici, incaricato per la risoluzione della crisi, è al lavoro, insieme alle altre tre forze con le quali ha ravvisato le condizioni per la formazione del nuovo governo. Si tracciano le linee programmatiche dell’Esecutivo, oltre agli impegni politici della nuova maggioranza. Un quadro che sarà presentato ufficialmente alla Reggenza venerdì pomeriggio, alle 18.30, quando la delegazione del partito incaricato tornerà a Palazzo, come stabilito dai Capi di Stato. In quell’occasione il PSD dovrà presentare anche la lista del Congresso di Stato e quindi dei Segretari che andranno a comporre l’Esecutivo. Nessuna indiscrezione, al momento, sulla composizione del Congresso. Fra le ipotesi quella di un numero ridotto di Segretari di Stato, per ovviare ai limiti numerici della maggioranza che si sta costituendo.
Lunedì i tre consiglieri in disaccordo, Berardi, Bronzetti e Raschi, avevano auspicato un governo di solidarietà nazionale e rivolto un appello a tutte le forze; oggi, nella sede del partito, un incontro chiarificatore che avrebbe contribuito a riportare il sereno.
“Il Governo – si limitano a commentare da Via Ordelaffi – si farà e avrà i numeri per governare”.
Intanto Alleanza Popolare attacca il Segretario agli Esteri, Fiorenzo Stolfi, “che – scrive in una nota – a quanto pare verrà riconfermato alla Segreteria degli Esteri nonostante sia stato sfiduciato dal Consiglio Grande e Generale per aver esercitato pressioni sui giudici”.
AP è critica anche con il giudice d’appello “che – scrive – con una tempistica perfetta ha revocato l’ordinanza con la quale il giudice di primo grado ha ammesso la rogatoria sul caso Asset Banca. E’ facile – aggiunge AP – immaginare come questa mancanza di collaborazione comporterà un aumento della tensione e maggiori difficoltà per il sistema bancario. Ma questo – afferma – a Stolfi, al PSD e ai suoi alleati poco importa. La cosa permanete importante – conclude – è evitare le elezioni e non perdere il potere, anche costituendo a tutti i costi un governo senza una maggioranza e contro ogni logica”.
“Alleanza Popolare dopo aver perso il governo perde ora anche la bussola – replica Fiorenzo Stolfi – da un lato infatti accusa i giudici del tribunale sammarinese di mancanza di indipendenza e di autonomia, dall’altro si schiera a fianco e a sostegno della procura di Forlì e supporta l’attacco esterno al sistema bancario e finanziario sammarinese. Mi sembra che sia in uno stato di grande confusione”.