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Il Psd sulle conclusioni dell'Ocse

27 gen 2011
San Marino - Il Psd sulle conclusioni dell'Ocse
San Marino - Il Psd sulle conclusioni dell'Ocse
“Quattro giurisdizioni, Barbados, Seychelles, San Marino e Trinidad e Tobago sono al di sotto dello standard internazionale e dovranno applicare le raccomandazioni formulate nelle loro relazioni prima di passare alla fase successiva delle loro valutazioni. Queste giurisdizioni non dispongono di reti adeguate di accordi per lo scambio di informazioni, non sono in grado di ottenere informazioni cruciali o le informazioni necessarie semplicemente non sono disponibili. E 'stato osservato che nel caso di San Marino una importante legislazione è stata recentemente approvata (vedi allegato 1 della relazione) e sarà ulteriormente esaminata dal Global Forum.” Queste le parole della relazione Ocse che smontano il castello di sabbia indicato da tempo dal Governo per rivendicare i successi in campo internazionale, in particolare con l’OCSE, in particolarissimo, per i molteplici accordi sullo scambio di informazioni. Una sabbia che ci accumuna a quella degli stati insulari citati, tutti veri paradisi fiscali. E’ passato più di un anno da quando, armato di paletta e secchiello, l’esecutivo raccoglieva le firme degli accordi sullo scambio di informazioni sovrapponendo strati di sabbia proveniente da paesi con i quali non ne abbiano mai spartita nemmeno un granello. Arrivati al 12° piano del castello, ecco finalmente il riconoscimento sospirato dell'uscita dalla grey list. Da allora il governo ha cominciato a giocare a biglie e le brezze hanno cominciato a sfarinare mano a mano la struttura. Si devono essere accorti dalla torre di avvistamento dell’Ocse che la sabbia usata non era indigena e che mancava la tipologia principale: la sabbia dell’adriatico. Non deve essere sfuggito che il castelletto che fino ad ora abbiamo costruito era in collaborazione con l’Italia. Il governo pensava di sfuggire alle fiamme gialle riparandosi con sabbia esotica. Si è sciolta. Appare evidente che senza l’accordo sullo scambio di informazioni con l’Italia, nemmeno l’Ocse può essere un alibi. Prima di spiaggiare il Paese forse è opportuno che l’esecutivo riponga paletta e secchiello, d’altronde a San Marino abbiamo sempre rifiutato l’accesso al mare.