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Rapporti fra Scaramella e il Titano: le opposizioni chiedono chiarezza

12 gen 2007
Mario Scaramella
Mario Scaramella
"Su Mario Scaramella, sui suoi rapporti con esponenti politici e di Governo, non può rimanere la pesante coltre di dubbi che ancora copre tutta la vicenda".
Lo dicono Augusto Casali, del Nuovo Partito Socialista, Romeo Morri per i Popolari e Marco Arzilli di Noi Sammarinesi, che chiedono un dibattito serio ed esaustivo in Consiglio Grande e Generale, anche per verificare se ci siano elementi tali da giustificare la costituzione di una commissione consiliare di inchiesta.
"L’ordine del giorno che chiuse il precedente confronto parlamentare va collocato - secondo Morri - nel clima di forte instabilità politica, che continua anche in questa legislatura. Il governo - ha detto il consigliere dei Popolari - si mantiene con il soccorso bianco e poteva cadere anche ieri, se non ci fosse stato l’appoggio esterno dei soliti noti".
"Dal dibattito sulla vicenda Scaramella - sottolinea Casali - è scaturito un ordine del giorno generico e orbo, che mira principalmente a screditare non meglio definiti consiglieri dell’opposizione, sorvolando sulle responsabilità di consiglieri dell’attuale maggioranza. Ancora non sappiamo - ha detto il consigliere del Nuovo Partito Socialista - chi ha portato Scaramella a San Marino e perché il Governo straordinario abbia scelto proprio lui, quale beneficiario di 2 delibere.
Gli unici che potevano dire con esattezza come stavano le cose - afferma Casali - erano i politici presenti all’incontro di Miramare e che evidentemente hanno ritenuto di non farlo".
"Questa vicenda - ha aggiunto Marco Arzilli - dimostra che sono ancora in auge i vecchi giochi della politica".
La conferma - secondo il consigliere di Noi Sammarinesi - arriva dalla mancata presentazione del decreto delegato che doveva fissare a chi va il 49% delle quote dei privati nella gestione dei giochi.
"La sensazione - dice Arzilli - è che i poteri economici forti siano fin troppo interessati, mentre se tutto fosse finito nelle mani dello Stato ci saremmo messi al riparo da certe attenzioni".
Arzilli precisa anche che l’ordine del giorno sulle antenne voleva dare risposta ai sammarinesi che hanno firmato contro la loro installazione, indipendentemente da chi fosse il gestore e ricorda che in totale San Marino avrà 25 antenne contro le 22 installate in tutta la provincia di Piacenza.