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Referendum: Civico 10 e Rete rincarano la dose delle critiche

21 mag 2014
Referendum: Civico 10 e Rete rincarano la dose delle criticheReferendum: Civico 10 e Rete rincarano la dose delle critiche
Referendum: Civico 10 e Rete rincarano la dose delle critiche - Abbiamo confutato tutte le posizioni dei comitati per il NO con documenti e testi di legge, non abbi...
Abbiamo confutato tutte le posizioni dei comitati per il NO con documenti e testi di legge, non abbiano ricevuto risposte concrete e soddisfacenti. Rete, Civico 10 e Sinistra Unita, tornano a replicare alla maggioranza, contestando gli allarmi di Bene Comune. Sulla legge per le libere professioni sanitarie non accettano le affermazioni che in caso di abrogazione San Marino non attirerebbe più professionisti esteri: “Questi – dichiarano – sono a contratto, venivano prima e verrebbero anche dopo”. Anche sul rischio di diminuzione della casistica, obbiettano ricordando gli accordi della Repubblica con le Regioni limitrofe, proprio in materia di scambi professionali in campo sanitario, che garantirebbero l'auspicata casistica. A loro parere l'articolo 3 della legge mira a favorire il ricorso a strutture private. Poi c'è la questione Fondiss. “Il decreto del 2013 – sostengono – ha stravolto completamente la legge del 2011, che consentiva un controllo più rigoroso e garantista di quei fondi”. Risorse che i tre sostenitori del SI ricordano come in 20 anni diventeranno superiori al bilancio dello Stato, con conseguente peso economico dei gestori di quei fondi. Contestano duramente la decisione di affidare ad una società romana, la Società Previdenziale SPA di Roma l'elaborazione dei dati, con una convenzione del costo di 150 mila euro all'anno, a cui si aggiungono le spese per due impiegati assunti allo scopo dall'ISS. “L'azienda in questione – sostengono – ha costituito successivamente una società a San Marino, nella quale non risultano dipendenti”. Le critiche più forti i rappresentanti dei tre partiti le riservano al Segretario Mussoni, a cui contestano l'organizzazione di una trasmissione autogestita e l'invio di una serie di mail per promuoverla. “Messaggi – afferma Matteo Zeppa- arrivati da un account di google, e firmati ufficio stampa Segreteria di Stato. Chi ha autorizzato a gestire account personali - chiede- chi ha concesso l'utilizzo dei data base? Domande – conclude Zeppa – a cui chiederò risposta in Consiglio Grande e Generale, riservandomi anche di chiedere le dimissioni del Segretario Mussoni per questo”.

Sergio Barducci