Referendum Terreni. Il Comitato ricorda: “Il 27 marzo si vota”

Referendum Terreni. Il Comitato ricorda: “Il 27 marzo si vota”.
Saltato quello sull’Europa, resta in piedi quello che chiede l’abrogazione della legge sulla vendita dei beni di proprietà dello stato. Riportando i voti del Consiglio dai 30 di oggi ai 40 di ieri. Il comitato promotore si sta preparando alla campagna referendaria che comincerà 15 giorni prima del voto, e torna a puntare l’attenzione su un quesito passato in secondo piano, dopo l’accorpamento con quello sull’ Europa. “Il 27 marzo si vota – ribadisce Augusto Michelotti – non vorremmo che la gente pensasse che non c’è più la tornata elettorale”. La macchina referendaria è già partita da tempo e questa volta non ci saranno interruzioni. Il governo si rimette alla decisione dei cittadini. “La maggioranza assoluta, prevista dalla legge – chiarisce il segretario al Territorio – riguarda solo le aree produttive e quelle servizi annesse alla produzione. Non gli altri terreni, per i quali servono sempre i 2/3 del parlamento, cioè 39 voti”. “Mi sembra assurdo che in questa fase, nella quale dovremmo stendere il tappeto rosso alle aziende che decidono di investire – chiosa Giancarlo Venturini – il governo non possa decidere della politica economica e fornire garanzie alle società che presentano un serio piano di investimenti e occupazionale”. Intanto il Comitato Promotore sta incontrando la cittadinanza per tenere alta l’attenzione. E si prepara allo scoglio dei 10.575 sì. Il quorum necessario.

gb

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