La modifica del Regolamento consiliare, approvata dalla sola maggioranza, con 36 sì e 11 voti contrari delle opposizioni che hanno ribadito critiche radicali a tutto l'impianto legislativo.
Tra le novità sulle quali, nella seduta pomeridiana, si è tuttavia registrata una sostanziale convergenza, la possibilità di chiedere la diretta radiofonica e lo streaming delle Commissioni con la richiesta di almeno tre commissari, anziché di un terzo dei componenti previsto nella formulazione originaria. La modifica consente anche alle opposizioni di attivare autonomamente la trasmissione. Approvata anche l’introduzione del membro supplente nelle Commissioni: potrà sostituire temporaneamente il titolare dello stesso gruppo o lista, esercitando le medesime prerogative, compresi diritto di parola e di voto.
Il cuore della riforma resta però il ricorso alla sede redigente in Commissione, introdotto in via sperimentale per 18 mesi. I progetti di legge saranno esaminati articolo per articolo nelle Commissioni, mentre al Consiglio Grande e Generale resteranno il voto sugli emendamenti ammessi e quello conclusivo sul testo.
Per le opposizioni, si tratta di una misura che riduce le prerogative dei singoli consiglieri e gli spazi di confronto in Aula. Apertamente critico, in maggioranza, anche il consigliere di Libera Giuseppe Morganti. Introdotta anche la cosiddetta “tagliola”: trascorse 25 ore dalla conclusione del dibattito generale, una mozione approvata a maggioranza assoluta potrà determinare il rigetto complessivo degli emendamenti che la maggioranza non intende sostenere.
Entrano inoltre nuove disposizioni sul codice di condotta dei consiglieri, con la previsione di sanzioni per la violazione dei principi previsti, compreso il dovere di astensione in caso di conflitto di interessi. L’intervento recepisce una proposta del Comitato consultivo sul codice di condotta, presieduto da Gaetano Troina, ed è collegato anche alle raccomandazioni del Greco.
Tensione, infine, sulle disposizioni finali: le opposizioni hanno chiesto di escludere l’applicazione retroattiva delle nuove norme ai progetti di legge già avviati all’iter consiliare, prevista nel testo originario. La maggioranza ha accolto la richiesta e concordato una nuova stesura prevedendo che la legge produca i suoi effetti solo su pdl già depositati, ma non ancora avviati all'iter consiliare e non ancora discussi in prima lettura.