Dopo il confronto tra maggioranza e opposizione sulle modifiche al Regolamento consiliare, restano distanti le posizioni su metodo e tempi della riforma. La maggioranza ribadisce la volontà di procedere con il progetto di legge già avviato, definendolo un intervento limitato e mirato ad aggiornare alcuni aspetti procedurali per rendere più efficiente l'attività del Consiglio Grande e Generale, senza attendere la più ampia revisione del Regolamento. Conferma inoltre il sostegno al lavoro della Commissione speciale per le Riforme istituzionali, ritenendo che i due percorsi possano procedere parallelamente e auspicando di arrivare alla seconda lettura del provvedimento con il maggior numero possibile di punti condivisi.
Le forze di opposizione, invece, contestano sia l'iter seguito sia la scelta di intervenire con un testo già predisposto e con tempi ritenuti troppo rapidi. Ribadiscono la preferenza per una revisione organica del Regolamento nell'ambito della Commissione per le Riforme istituzionali, accompagnata da una precisa road map, sostenendo che il tema riguardi più in generale il ruolo del Consiglio, dei consiglieri e delle garanzie democratiche. L'opposizione si dice disponibile a un confronto su un percorso condiviso, ma annuncia una netta contrarietà qualora la maggioranza decidesse di confermare l'attuale proposta, giudicata lesiva degli spazi di intervento delle minoranze.
«Quantomeno questa volta l'incontro c'è stato, ed è già un passo avanti», commenta, a nome della maggioranza, il capogruppo di Alleanza Riformista Gian Nicola Berti. «Abbiamo rappresentato le nostre esigenze: rendere il lavoro del Consiglio Grande e Generale più funzionale, più breve, più sintetico e soprattutto più efficiente. C'è anche un problema di ascolto, sia per chi segue i lavori da casa sia all'interno dell'Aula. È evidente che l'attenzione cala quando si ripetono per l'ennesima volta le stesse cose e, di conseguenza, diventa più difficile il confronto se viene meno l'ascolto. Bisogna quindi lavorare sulla qualità dei contenuti, sulla sinteticità e sulla qualità degli interventi, affinché il confronto possa svolgersi in un clima di attenzione, collaborazione e ascolto, producendo risultati positivi.»
Su questo tema avete trovato un muro da parte delle opposizioni?
«All'inizio sì, abbiamo trovato un muro. Poi sono emerse alcune aperture. Le opposizioni continuano a sostenere che la questione debba essere affrontata all'interno della Commissione per le Riforme Istituzionali. Noi, invece, riteniamo che non sia il momento di riformare nel suo complesso il Consiglio Grande e Generale, lo status del consigliere o il numero dei consiglieri. Vogliamo semplicemente intervenire sulle modalità tecniche di approvazione delle leggi e su alcuni aspetti del dibattito consiliare. Si tratta di interventi limitati, ma che possono innalzare la qualità dei lavori. Per questo crediamo sia possibile procedere fin da subito.»
Siete disponibili a modificare il testo?
«Siamo pronti ad ascoltare eventuali proposte delle opposizioni per migliorare il lavoro del Consiglio. Al momento non ne sono arrivate, ma se dovessero esserci, anche sotto forma di modifiche alle nostre proposte, le valuteremo con grande attenzione. Crediamo infatti che le regole del confronto siano nell'interesse di tutti, indipendentemente dal fatto che si sieda tra i banchi della maggioranza o dell'opposizione.» Quale sarà il prossimo passo? «Convocheremo nuovamente le opposizioni per capire se, dopo aver esaminato il nostro testo, abbiano individuato elementi condivisibili o proposte di modifica. Vogliamo ascoltarle prima di procedere con i successivi passaggi in Consiglio.»