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Repubblica Futura, critiche al Governo: "Ad oggi solo decreti insufficienti e dannosi. L'economia è stata lasciata sola"

Esorta le rispose che mancano al Paese

9 apr 2020

“A più di un mese di distanza dai primi contagi, il Paese è maturo per iniziare a porre una serie di domande e a pretendere risposte su come sia stata gestita l'emergenza sotto il profilo economico, politico e sanitario, senza per questo essere tacciati di disfattismo”. Repubblica Futura pungola così Governo e maggioranza: “L'unicità del momento richiede alla politica di saper giocare al di fuori degli schemi consueti – fa notare Matteo Fiorini –, per questo cerchiamo di proporre riflessioni, siamo pronti a riconoscere tutte le attenuanti del caso, ma rigettiamo il messaggio che tutto sia sotto controllo”. RF registra nuovamente la volontà del Governo di non cercare alcun tipo di coinvolgimento delle opposizioni: “Scelta discutibile in tempi normali, inaccettabile in tempi come questi - aggiunge Fiorini, che poi lancia una provocazione: “Considerata la velocità e l'efficienza dimostrate nei mesi scorsi nell'agire nel campo della giustizia, facendo valere i propri ampi numeri, non vorremmo che il silenzio mantenuto oggi verso le istanze che provengono dal Paese tradisse in realtà una difficoltà a trovare soluzioni condivise all'interno di una maggioranza così variegata”. “Finita la fase dell'emergenza – conclude - ora deve iniziarne una nuova: quella dell'assunzione di responsabilità da parte di ognuno”.

Andrea Zafferani insiste sull'atteggiamento propositivo sempre mantenuto da RF, tuttavia “mai minimamente considerato” – dice, temendo che l'assenza di atti concreti porti “ad una depressione economica mai vissuta dalla Repubblica”. “Ad oggi solo tagli – accusa – e zero sostegni alle imprese obbligate alla chiusura, solo proroghe di alcuni pagamenti. L'economia – rimarca – è stata lasciata sola: di questo passo, con aumento della disoccupazione e conseguente crisi di entrate per lo Stato, la situazione potrà solo peggiorare”.

Per Nicola Renzi "la retorica quotidiana del 'va tutto bene' deve necessariamente lasciare il passo alla verità e ad una lettura contestualizzata dei dati". "Quello che serve – sostiene - è un Progetto Paese per l'immediato e a lunga gittata. Ritiene poi insufficienti e dannosi i decreti emessi finora: dalle misure come la decurtazione dell'indennità di malattia anche per i positivi al Covid; alla Cassa Integrazione con percentuali ridotte; fino ad arrivare allo strabismo dimostrato nel settore Pa con la chiusura di servizi essenziali e il paradosso di tagli del 40% alle retribuzioni di categorie che svolgono lo smart working. Un ultimo richiamo lo riserva alla collocazione internazionale di San Marino: “Vogliamo sapere – dice - se il Governo intenda percorrere la via dell'indebitamento pubblico. E in caso affermativo, con chi”.