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Rete: considerazioni di Elena Tonnini su Prg e Catasto

10 nov 2014
Rete: considerazioni di Elena Tonnini su Prg e Catasto
Rete: considerazioni di Elena Tonnini su Prg e Catasto
La Commissione Consiliare Permanente Territorio appena svolta si è concentrata sui progetti di legge del governo riguardanti le varianti al Piano Regolatore Generale (PRG) e alla Riforma del Catasto (argomento che più volte, tra una sanatoria edilizia e l'altra, ha tentato di trovare la luce nei vari governi senza peraltro riuscirvi).
Tuttavia i lavori si sono svolti in un clima surreale, mentre fuori dall'aula continuavano le notizie di nuovi indagati della maggioranza.
D'altronde molti dei problemi che andrebbero affrontati immediatamente si conoscono e ci si aspetterebbe che le leggi li affrontassero mano a mano proponendo soluzioni: come le questioni legate agli abusi, o alla trasparenza delle nomine, o alla semplificazione normativa, o all'indipendenza delle Commissioni decisionali rispetto alla politica, o alla mancanza di comunicazione e collaborazione tra  le varie Segreterie per una direzione unitaria del governo. 
Invece ancora una volta questi problemi li si rincorre, svelando un governo che a malapena riesce a destreggiarsi tra le varie pressioni.

PRG-Piano Regolatore Generale
 
L' apprezzato confronto preliminare con le opposizioni, non è stato purtroppo sufficiente ad evitare che governo e maggioranza presentassero emendamenti dell'ultimo minuto alle proprie leggi. Emendamenti che avrebbero avuto bisogno di maggiore approfondimento e che hanno obbligato le opposizioni a rivedere i propri, non facilitando la lettura di un testo già illeggibile in partenza e sfiduciando l'apporto delle proposte di modifica.

I contenuti della legge infatti prevedono solo i cambiamenti di destinazione d'uso di parti di territorio (ad esempio da area agricola a strada o  ad uso servizi) , ma non vengono scritte le intenzioni precise rispetto a cosa andrà costruito in quell'area. Per intenderci, l'area servizi presuppone vaste possibilità di intervento (banche, attività di commercio, alberghi, impianti vari, uffici..)

Ad esempio: è vero che il governo, su ricorso degli abitanti della zona,  ha fatto dietro front sull'area delle biocelle a Gaviano (tra Acquaviva e Ventoso) ma la stessa area diventerà nuova sede per il centro ippico Pennarossa e il cambio di destinazione (da agricola a sportiva e da agricola a servizi) non esclude comunque la possibilità di inserire altri tipi di impianti o costruzioni, anche se la zona ha al suo interno anche una casa a catalogo.
Inoltre evidentemente le pressioni di dirigenti di Aziende come l'AASS (l'impressione è che siano loro ad imporre le scelte ai segretari che si susseguono nelle segreterie)hanno permesso di inserire un escamotage tramite emendamento alla legge: con l'articolo 10 viene stabilito infatti, che centri di compostaggio potranno sorgere su non meglio identificate aree agricole. 
Ora: non si è contrari a priori alla realizzazione di centri di compostaggio. Ma a priori occorre in primo luogo valutare tutte le opzioni possibili per la gestione dei rifiuti umidi (non esiste solo la soluzione degli impianti sovradimensionati), per poi scegliere la soluzione più adatta e meno costosa sia in termini di investimento e gestione che in termini di impatto sui cittadini e sull'ambiente, garantendo a monte una pianificazione  lungimirante, trasparente ed efficiente.
Invece si è preferito  assecondare i capricci delle dirigenze a capo del settore rifiuti e lasciare aperto un varco per garantire le loro aspettative, nonostante non si siano certo distinti in questi anni per efficienza di gestione e di risparmi, che si gongolano dispensando affari a ditte private sistematicamente scelte a tavolino e senza bandi.

Anche le parti dedicate alla trasformazione delle aree da produttive a commerciali nelle zone di Galazzano, Rovereta e Gualdicciolo hanno visto un siparietto degno di nota.
Infatti, sempre con proprio emendamento, il governo stabilisce che, attraverso Decreto Delegato, potrà modificare a proprio piacimento l'articolo 29 della legge sul commercio del 2010, dando l'opportunità di togliere il veto all'apertura di nuovi centri commerciali con superficie anche maggiore di 5000 mq. Oltre ad aprire a nuovi centri commerciali senza porsi il problema di riempire prima quelli già esistenti, c'è anche un problema di sovrapposizione di norme. Trattasi di legge (quella del 2010) già oggetto di continue modifiche, l'ultima delle quali apportata allo stesso articolo 29 in un Decreto di Arzilli appena ratificato in aula con proprio emendamento dell'ultimo minuto, sfuggito alla segreteria al Territorio. Gli evidenti problemi di comunicazione tra una segreteria e l'altra, sono stati risolti in aula con una telefonata tra Territorio e Industria, per chiedere chiarimenti rispetto al contenuto delle modifiche appena fatte!
Quindi, oggi, un imprenditore, per capire cosa c'è scritto nell'articolo 29 di quella legge dovrà trovare tutte le successive modifiche a quella legge, poi vedere il Decreto n.95 di giugno 2014, modificato con la ratifica del Decreto n.159 del 26 settembre 2014, in attesa che verrà ulteriormente modificato con un prossimo DD stabilito in questo PRG. Alla faccia della semplificazione normativa per attirare investitori esteri! Ma anziché procedere ognuno per la propria strada, non sarebbe stato più utile portare tutte le modifiche a quell'articolo in un unico momento, trattandosi di commercio, in modo che chi si avvicini a San Marino sappia subito cosa deve fare per aprire un'impresa?
D'altronde abbiamo visto che agli imprenditori “preferiti” è direttamente il Congresso a studiare vestitini su misura per tramite proprie Delibere. 

Riforma del catasto
Passando alla Riforma del catasto, bisogna dire che è certamente importante per un paese che è rimasto fermo alla fotografia degli anni '80 e che si propone di aggiornare le rendite ora ferme ai valori del 1954 (facendo ben comprendere quanto sia stata iniqua la “Patrimoniale”), unendo la parte grafica a quella del reddito.
Tuttavia l'intero sistema passerà attraverso una nuova Commissione Censuaria Permanente formata dalle solite nomine politiche che non sono affatto garanzia di competenza e di responsabilità.
Inoltre sorgono numerosi dubbi sugli emendamenti proposti dalla maggioranza e dunque accettati che, nonostante le varie rassicurazioni sul fatto che catasto e fiscalità siano ambiti diversi, in realtà affrontano già il tema della fiscalità all'interno della legge.
Oltre a questo, resta l'enorme problema applicativo già riscontrato altrove ma che si ripropone: quello del rimando ad ulteriori Decreti e Regolamenti per rendere effettiva la legge, e che dovranno passare giocoforza negli affidabilissimi Segretari del Congresso di Stato, che poi quando è ora di responsabilità non ne vogliono nemmeno sentir parlare.
Di seguito elenchiamo tutti i decreti e regolamenti che il Congresso dovrà emanare affinché la riforma (di 46 articoli) possa essere attuata:

ART 4 : Decreto delegato relativo alla definizione di nuove particelle speciali per gli immobili.
E nello stesso articolo, un altro Decreto per definire la consultazione e la gestione degli atti catastali
ART 6: un tripudio di decreti delegati! (non si sa quanti, non si sa verso quale direzione) e vari  regolamenti (non si sa quanti e su micro-impianti catastali).
ART 15: Regolamento del Congresso: disposizioni esecutive per aggiornamento cartografia catastale
ART 17 bis:  Decreto sulla lottizzazione dei terreni
ART 25: Decreto per definire le norme sugli estimi delle microzone settore fabbricati
ART 29: Regolamento del Congresso: disposizioni esecutive per accertamento dei redditi e valori degli immobili
ART 32:  Decreto come sopra ma settore dei terreni
ART 33: altro tripudio in cui si stabilisce che per i nuovi redditi dei terreni andrà fatto un numero imprecisato di Decreti delegati
ART 34: modi di pubblicazione e validazione estimi
ART 36: Regolamento della Commissione Censuaria Permanente per disciplinare il proprio lavoro.
ART 39: Regolamento del Congresso: disposizioni esecutive per stabilire la dichiarazione sostitutiva rispetto all'obbligo della documentazione catastale (un transitorio che apre a nostro avviso alla possibilità di oblazione volontaria nel momento in cui 
ART 40: regolamento del Congresso sulle modalità di iscrizione d'ufficio della variazione catastale
ART 44: si stabilisce che qualsiasi parte della legge Catasto potrà rimandare ad un numero indefinito di ulteriori decreti e Regolamenti.

Evidentemente è più importante piantare bandierine e poter dire in periodo di campagna elettorale (già iniziata) che una legge è stata fatta, piuttosto che fare in modo che la stessa legge stabilisca al suo interno in modo chiaro ed immediato un piano di riforma efficace che possa partire nell' immediato, con persone competenti scelte in modo trasparente definendo incompatibilità e rotazioni.