Serrato scontro politico a San Marino sul tema della giustizia. Repubblica Futura torna all’attacco della maggioranza, accusandola di aver ignorato il contenuto delle recenti decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) relative alla riforma dell’ordinamento giudiziario. In un comunicato, RF sottolinea come le sentenze europee contengano “pesanti giudizi” sugli effetti della riforma varata nel 2020, definita dal partito di opposizione come una riforma “in salsa democristiana”.
Il partito di opposizione respinge le accuse ricevute sulla gestione del sistema giudiziario durante i propri anni di governo: "Mai quando siamo stati al governo una nostra azione è finita davanti alla CEDU e noi non chiediamo nulla se non una giustizia equa, imparziale, efficace ed un ordinamento giudiziario attuale e altrettanto efficace". RF punta il dito anche su comportamenti ritenuti anomali nell'attuale esecutivo: "Non è normale che il Segretario di Stato per la Giustizia comunichi durante una seduta del Consiglio Grande e Generale i prossimi rinvii a giudizio in una indagine penale", si legge nel comunicato.
Il partito lega lo scontro in atto alle vicende del cosiddetto "caso del pedofilo" e alla "vicenda legata ai bulgari", sostenendo che chi riporta in campo polemiche datate "vuole solo alimentare uno scontro quando si trova in difficoltà". Infine, RF lancia un avvertimento a Libera: "Attendiamo con impazienza di vedere se, come ha dichiarato, vorrà restare coerente con tante posizioni prese in passato, peraltro al nostro fianco, oppure se qualche posto di governo l'ha convinta definitivamente ad un drastico riposizionamento".