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RF, intercettazioni Gatti: “Svelato asse DC-Rete. È la peggiore restaurazione”

Dal fronte politico a quello giudiziario, RF denuncia il rischio di un ritorno al passato e rivendica i passi compiuti, dal 2006, nel segno della discontinuità e si pone come forza politica guidata da “onestà, chiarezza, competenza”

di Annamaria Sirotti
25 nov 2019

Gabriele Gatti regista dell'operazione Domani Motus Liberi, lista civetta coalizzata con Rete: un movimento che ha messo il doppiopetto ministeriale, mentre tesse accordi sotterranei con il partito della Restaurazione, anche a causa di una legge elettorale che impedisce di chiarire, prima, alleanze e programmi; il video comico-demenziale di un candidato – il riferimento va allo spot elettorale di Alessandro Mancini di Noi per la Repubblica - che di fatto invoca il ritorno al pre-2006, agli anni del banditismo politico economico, finanziario”. È un fiume in piena Fernando Bindi, che nel denunciare quella che definisce “La peggiore restaurazione”, rivendica il ruolo di RF: “Partito di area liberal–democratica; “onestà, chiarezza, competenza” a reggerne l'agire, “onorati – dice – di non essere stati scelti per future alleanze né da Rete né dalla Dc”.

Rischio restaurazione: l'allarme suona anche per il Presidente Mario Venturini, che in una lunga rassegna ricorda gli scandali originati dal connubio affari-politica e che hanno segnato il Paese dalla metà degli anni '90 al 2006 e “che fu proprio l'allora AP a denunciare” - dice - rivendicando la paternità di leggi come quella sull'antiriciclaggio, sul giusto processo, sui giochi della sorte, o il pacchetto di provvedimenti per l'adeguamento agli standard internazionali, “che hanno ridato credibilità alla Repubblica”. “Abbiamo mandato all'opposizione i Socialisti capeggiati da Stolfi, Andreoli, De Biagi; abbiamo fatto dimettere Gabriele Gatti”.  Ap allora, Rf oggi nel segno della discontinuità, rimanendo estranei “da indagini pendenti o condanne penali”, laddove anche i “nuovi moralisti” - con riferimento a Rete - “hanno al loro interno una buona collezione di precedenti con la giustizia”.

Rischio restaurazione: dal piano politico a quello giudiziario, con Margherita Amici che denuncia violazioni dello stato di diritto, tornando alla mancata nomina dei giudici d'appello: “violata la legge sul reclutamento, violato il Decreto Reggenziale che prevedeva la presa d'atto in agenda nell'ultimo consiglio, violato il diritto dei cittadini ad avere una giustizia celere” - dice - ricordando gli effetti nel rinvio dell'appello del processo "Conto Mazzini", ma anche sull'immagine a livello internazionale di un Paese che non riesce a chiudere l'iter amministrativo di reclutamento di un funzionario.

Nel video, l'intervista a Fernando Bindi, Candidato RF (indipendente)