Mentre in Piazza si protesta, a Palazzo la Commissione Finanze apre la lunga maratona sull'IGR. Il Segretario alle Finanze Marco Gatti illustra le principali novità che cambiano volto al testo presentato in prima lettura. Per i redditi di capitale c'è un aumento dell’imposizione su interessi bancari e finanziari fino al 2%. Cambia la SMAC: l’abbattimento della base imponibile - quindi una deduzione - viene trasformata in detrazione d’imposta. 6.000 euro il tetto massimo su cui calcolarla, con aliquota abbassata dal 22 al 15%. Il beneficio dunque scende, ma viene esteso anche ai non residenti. E' rivista la detrazione per i redditi più bassi e viene aggiunta la copertura assicurativa contro la perdita di autosufficienza, mentre le spese veterinarie sono sostituite da quelle per prodotti prima infanzia, con un tetto di 300 euro per figlio. Trasformati in detrazioni d'imposta spese odontoiatriche ed affitti. Fronte accertamenti fiscali, si prevedono controlli automatici su chi dichiara meno di 15.000 euro per tre anni consecutivi. E' inoltre prevista un’addizionale IGR dell’1% su tutti gli operatori economici: l'aliquota salirà dal 17 al 18%. Il gettito aggiuntivo sarà vincolato a investimenti o riduzione del debito pubblico.
L'opposizione torna a chiedere il ritiro della manovra, i suoi emendamenti sono interamente soppressivi. Attacca il Governo per il mancato confronto, punta il dito contro una maggioranza “spingibottoni”, accusandola di aver depositato i propri emendamenti solo poche ore prima. Poi entra nel merito: per Gaetano Troina di DML è “imbarazzante” chiedere di più alle famiglie: “Dove sono gli aiuti promessi a gennaio?”; “Siete soli in un paese che vi dice che avete fallito”, dice Nicola Renzi di RF, che stigmatizza la volontà di “fare cassa” mentre continuano spese e sprechi. “È vero – chiede - che il Congresso di Stato è andato a Misano domenica con tre elicotteri?” “Le tante persone che stanno animando la piazza sono la risposta che meritate”, tuona Emanuele Santi di Rete, che parla di Riforma “autoreferenziale” e “non emendabile”. La maggioranza respinge l'accusa di “spingibottoni”, rivendicando il lungo lavoro per una riforma “più equa”, che favorisce i redditi medio-bassi. I commissari democristiani fanno quadrato: “Chi guadagna di più paga di più” afferma Luca Gasperoni. Al contempo, però, evidenzia “la scomparsa dai radar della spending review”. Da qui, l'impegno: dalla prossima finanziaria la maggioranza vuole mettere tutti capitoli di bilancio sotto la lente d'ingrandimento. “Se oggi chiediamo sacrifici ai cittadini ci aspettiamo una riduzione della spesa pubblica”, conferma Maddalena Muccioli. Concetto ribadito anche da Tomaso Rossini del Psd, che annuncia la volontà del suo partito di affiancare alla riforma un’agenda di sviluppo. L'IGR – afferma Luca Boschi di Libera - è il pilastro su cui poggeranno le altre riforme strutturali, necessarie a sostenere welfare e sviluppo.
In questo clima di muro contro muro, si apre l'esame dell'articolato, con l'opposizione che lamenta l'assenza di dati. La Commissione è stata convocata per dieci giorni, ma potrebbe finire molto prima.