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Riforma Igr approvata: le dichiarazioni di voto

6 nov 2025

Per Emanuele Santi di Rete rimane una riforma problematica, per le deleghe in bianco, per i problemi non risolti, per i controlli che non ci sono ed è sicuramente una sonora sconfitta politica del Segretario Gatti. Secondo Rete la svolta del confronto, con l'accordo raggiunto tra Governo e sindacati il 18 ottobre è arrivata anche per via del caso Banca di San Marino con gli arresti del giorno prima che avrebbero, di fatto, condizionato la condotta dell'esecutivo inducendolo ad abbandonare la linea dura sul fronte Igr.

Secondo Sara Conti di Repubblica Futura non è stato il risultato del confronto e del dialogo, come vorrebbe far credere la maggioranza ma è stato il successo di quelle quasi 20.000 persone che sono venute a gridare in piazza e che hanno costretto il Segretario a sedersi al tavolo con i sindacati”. Per l'esponente di RF rimangono delle criticità e restano discutibili alcune scelte come la moto bene strumentale, la delega in bianco sui decreti, l’eliminazione degli incentivi. Annunciando voto contrario Fabio Righi, di Domani Motus Liberi, ha la riforma Igr inutile e frutto di una cattiva gestione del debito pubblico. A suo giudizio, se le risorse prese a prestito fossero state destinate a investimenti strutturali, oggi non sarebbe necessario “mettere le mani in tasca ai cittadini”. Righi ritiene che i sindacati abbiano vinto la battaglia, mentre le categorie economiche sono rimaste escluse.

Massimo Andrea Ugolini, del Pdcs, ha difeso la riforma Igr e il lavoro del Governo, sottolineando la piena coesione della maggioranza sul testo approvato. Critiche all’opposizione, accusata di essersi limitata a contestare le diverse versioni della legge. Ha ammesso che sul metodo si può fare meglio, ma ha rivendicato il bilanciamento raggiunto. Infine, ha segnalato che l’impatto sul gettito sarà inferiore alle previsioni iniziali, invitando a un’azione di revisione della spesa pubblica. Guerrino Zanotti, di Libera, ha definito la riforma Igr il risultato di un percorso complesso e politico, ma concluso con un esito positivo di cui essere soddisfatti. L’ha indicata come un obiettivo centrale della legislatura, orientato verso un sistema fiscale più equo e controlli più efficaci. Tra i punti qualificanti citati, le detrazioni smac anche per il lavoro autonomo e accertamenti più rapidi. Ha concluso riconoscendo che la riforma non è perfetta, ma rappresenta un passo avanti nella direzione giusta.

Michela Pelliccioni, indipendente di opposizione pur avendo sottoscritto gli emendamenti concordati coi sindacati, ha rimproverato al Governo di non aver tagliato le spese interne, mentre Giovanna Cecchetti, indipendente di maggioranza, ha parlato di provvedimento necessario equo ed uguale per tutti”, che “va a tutelare le fasce di reddito basse”. Per Maria Luisa Berti, di Alleanza Riformista il risultato raggiunto è un punto di partenza e tra le priorità future indica la revisione della spesa pubblica, una politica rigorosa dei controlli e una politica degli investimenti. A parere di Paolo Crescentini, del Psd, tutti erano consapevoli, sia in maggioranza che in opposizione, che la riforma Igr fosse necessaria. Per i redditi sotto i 35.000 euro – ha osservato - le tasse saranno più leggere, mentre chi li supera contribuirà un po’ più degli altri. Rivendicato il miglioramento dei controlli ma il fisco da solo non basta e quindi serve un’agenda per lo sviluppo.





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