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Per San Marino: approfondiamo l’analisi del voto

16 nov 2012
Per San Marino: approfondiamo l’analisi del voto
Per San Marino: approfondiamo l’analisi del voto
L’elemento di fondo delle elezioni consiste nella constatazione che i soliti noti, i BURATTINAI, hanno tirato i fili del voto mandando in Consiglio i rispettivi clan. Hanno vinto ancora una volta perché i sammarinesi non hanno voluto cambiare per salvare la Repubblica. Gli 11.968 che non hanno votato e i 1.356 che hanno votato bianco o nullo rappresentano il 42,56% del corpo elettorale. Il partito più grosso. Se solo quelli del voto bianco o nullo avessero votato normalmente, Bene Comune sarebbe arrivato al 44,30% e la protesta avrebbe avuto successo con il ballottaggio. La scheda bianca o nulla è stata decisiva per la vittoria di Bene Comune.
Gli ex Segretari di Stato sono stati massacrati con le preferenze: Ciavatta Valeria è passata da 500 preferenze del 2008 a 189 del 2012; Mularoni Antonella da 1,174 a 402; Valentini Pasquale da 1.118 a 663; Berardi Fabio da 700 a 439; Venturini Giancarlo da 1.225 a 808; Morri Romeo da 437 a 176. E poi dicono di aver governato bene e si ripropongono!!!
AP ha perso 1.096 voti. La DC ne ha persi 862, nonostante i numerosi indipendenti. PSD e PS ne hanno persi 1.475. I Moderati ne hanno persi 534. SU ne ha guadagnati 11. E negano la crisi dei partiti!
Gli elettori residenti all’estero hanno votato per i partiti che hanno abrogato le preferenze e la parità dei diritti. E fatica a crederci, ma è vero.
Le quote rosa sono scomparse e in Consiglio sono andate solo 9 donne. I socialisti del PS sono rigorosamente maschi. Quelli del PSD hanno una sola donna. Negli ultimi 10 votati della DC ci sono ben 9 donne. E dicono che siamo un Paese civile.
In Consiglio si sentirà la mancanza dei due grandi politici più propagandati, Giuseppe Giorgi e Germano Bollini, i quali volevano salvare la Repubblica.
Non ci saranno i vecchi boss in quanto il nostro movimento li ha esclusi dalle liste sollevando la questione morale documentata,senza omissis, fin dalla primavera scorsa. Diversamente ci sarebbero tutti.
In questa fase noi abbiamo scrollato l’albero e altri hanno raccolto i frutti, ma la politica si può fare anche fuori dal Palazzo.

Comunicato stampa