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San Marino con l'Apce a difesa della Groenlandia

Il capodelgazione Gerardo Giovagnoli: "Risoluzione votata all'unanimità". Alice Mina è intervenuta su tematiche sociali e giovani: " Abbiamo il dovere di investire nella scuola, quale infrastruttura democratica"

di Luca Salvatori
29 gen 2026
Nel servizio l'intervista al Capodelegazione Apce di San Marino Gerardo Giovagnoli
Nel servizio l'intervista al Capodelegazione Apce di San Marino Gerardo Giovagnoli

L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa si è pronunciata sul 'dossier' Groenlandia, finito al centro dell'agenda internazionale, in seguito alle iniziative preannunciate dal Presidente Usa Donald Trump: “È stata votata all'unanimità – riferisce il Capodelegazione Apce di San Marino Gerardo Giovagnoli – una risoluzione in difesa del diritto internazionale, dell'integrità territoriale e della indipendenza di quei luoghi. Ed è in corso una discussione sulla Siria e sull'Iran. Sarà votata una risoluzione, anche in questo caso si prevede a larghissima maggioranza, dei fatti accaduti in Iran ed anche una presa di posizione verso la Siria per il rispetto degli impegni che il nuovo regime ha preso sulla difesa delle minoranze”. Intanto, le polemiche politiche che in Italia si sono addensate su Francesca Albanese, sono arrivate anche a Strasburgo, durante un'audizione della rapportuer Onu su Gaza: “C'è stata una contestazione – spiega Giovagnoli – da parte di una delegazione italiana di maggioranza e oggi ci sono stati commenti in difesa dell'audizione della dottoressa Albanese”.

Alice Mina è invece intervenuta in aula su tematiche attinenti il sociale, i giovani, la scuola, persone con disabilità: “Per San Marino – ha affermato – il Paese che rappresento, una delle repubbliche più antiche del mondo, la scuola è da sempre uno spazio di comunità e partecipazione. È lì che si trasmette l'idea che la libertà è responsabilità e che la convivenza democratica va coltivata ogni giorno. Se lasciamo che l'odio, la paura, la violenza, si normalizzino tra i giovani, non possiamo sorprenderci se domani troveranno spazio nelle nostre istituzioni. Abbiamo il dovere, di investire nella scuola, quale infrastruttura democratica, di sostenere gli insegnanti, dare voce agli studenti, di costruire ambienti in cui ogni giovane possa sentirsi visto, ascoltato rispettato. Solo così potremo formare generazioni capaci di abitare il presente e di costruire un futuro più giusto, più inclusivo, più umano”.





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