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San Marino e il Decoro UNESCO

Da martedì scattano i controlli sugli edifici del sito UNESCO e, dove necessario, anche le sanzioni. Una stretta che riguarda i proprietari, ma chiama in causa anche l’amministrazione

10 ago 2026
Le interviste a Matteo Ciacci, Segretario di Stato al Territorio e Marta Stacchini, Unità coordinamento Unesco
Le interviste a Matteo Ciacci, Segretario di Stato al Territorio e Marta Stacchini, Unità coordinamento Unesco

A San Marino il decoro non è più soltanto una questione di facciata. Da domani si entra in una nuova fase operativa che prevede monitoraggi rigorosi su tutto il perimetro UNESCO e, laddove necessario, l’applicazione di sanzioni. L’obiettivo è riportare gli edifici in condizioni di decoro e sicurezza, elevando l'estetica urbana a vero e proprio bene pubblico e chiamando a una responsabilità condivisa sia i proprietari privati che l’amministrazione pubblica

Il riferimento giuridico di questa svolta è la Legge 14 dicembre 2017 n. 140, nota come Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie. Una volta ricevuta la segnalazione, i proprietari avranno da tre a sei mesi di tempo per intervenire. Trascorso questo termine senza alcun intervento, scatteranno sanzioni progressive. L’inasprimento dei controlli non ha una finalità puramente punitiva, ma punta a spronare i cittadini a utilizzare gli strumenti di sostegno economico già disponibili, finanziati con un plafond di 4 milioni di euro.

Ma su questo è fondamentale distinguere tra i due strumenti principali, che rappresentano i due pilastri, rispettivamente normativo ed economico, della strategia sammarinese per la tutela del decoro urbano, specialmente nelle zone UNESCO. Il Decreto Delegato n. 87/2010  è destinato esclusivamente agli immobili situati nel perimetro UNESCO. In questo caso, lo Stato sostiene il proprietario coprendo il 100% della quota interessi del mutuo agevolato. Mentre il  n. 86/2010: riguarda invece tutti i centri storici minori, qui lo Stato copre il 65% degli interessi. Quest’ultimo risulta oggi il più sottoutilizzato, nonostante rappresenti un’opportunità concreta per chi possiede immobili degradati fuori dal centro storico principale. In entrambi i casi, i mutui possono coprire fino al 60% della spesa, con un limite massimo di 150.000 euro. L'intera operazione è una fase operativa che mira a trasformare la manutenzione da intervento occasionale a dovere civico, garantendo che il patrimonio di San Marino continui a essere una risorsa viva per le future generazioni e non solo. 

Nel video le interviste a Matteo Ciacci, Segretario di Stato al Territorio e Marta Stacchini, Unità coordinamento Unesco 





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