Logo San Marino RTV

Per San Marino. Riforma del Congresso di Stato: primo ministro e fiducia

23 mag 2012
Per San Marino. Riforma del Congresso di Stato: primo ministro e fiducia
Per San Marino. Riforma del Congresso di Stato: primo ministro e fiducia
La legge elettorale vigente, alla prova dei fatti non ha dato positivi risultati. In altro nostro precedente intervento avevamo auspicato il ritorno al sistema proporzionale per la elezione del Consiglio, corretto da idoneo sbarramento, e l’abolizione del premio di maggioranza.
Nemmeno la riforma del Congresso di Stato attuata nel 2005 ha dato buoni e validi risultati: infatti il Consiglio, in pratica, è stato portato a settanta membri, essendo i dieci membri del Congresso di Stato sostituiti da Consiglieri della stessa lista di appartenenza dei Congressisti.
Il sistema elettorale e la normativa concernente il Congresso di Stato hanno finito per ingessare la situazione politica e impedito un rinnovamento adeguato alle esigenze di sviluppo del Paese.
“… per San Marino” vuole avviare un confronto per addivenire al più presto alla formulazione di proposte di riforme istituzionali che nel contempo siano capaci di garantire la democrazia e l’efficienza dello Stato.
Noi pensiamo che un primo, seppur ancora parziale obiettivo, possa essere raggiunto, oltre che con la modifica della legge elettorale come sopra proposta, con la riforma del Congresso di Stato.
Su tale argomento infatti pensiamo debba essere introdotta anche nel sistema sammarinese la designazione da parte della Reggenza nella sua veste di Capo di Stato, dopo le opportune consultazioni, la nomina di un Primo Ministro, il quale scelga, fra Consiglieri o personalità esterne al Consiglio, i Segretari di Stato che compongano il Governo; il Primo Ministro designato dalla Reggenza, con i Segretari di Stato da Lui designati, dovrà presentarsi al Parlamento con un proprio programma per ottenere la fiducia. Eventuali crisi di governo possono essere proposte, purché si adotti il sistema della così detta sfiducia costruttiva. Anche il numero dei Congressisti deve essere molto contenuto (massimo cinque), con accumulo in capo a ciascuno di più competenze previste dalla legge, sotto la direzione del Primo Ministro e con responsabilità personale diretta per gli atti compiuti. Ovviamente vanno fissati limiti temporali alla durata degli incarichi di governo.
Le proposte sopra formulate sono ovviamente di carattere generale e sintetico.
Il contributo di idee, anche critiche, dei cittadini, un loro approfondimento ed ampliamento, come sempre proposto dal nostro movimento, sarà particolarmente gradito.