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San Marino World: vedute divergenti in maggioranza, opposizioni all'attacco

Morganti (Libera): "Des è una disgrazia". Beccari, replicando alle minoranze, stigmatizza quanto apparso sul sito ma invita a mettere su un altro piano i percorsi autorizzativi

di Mauro Torresi
4 mar 2025

Visioni contrastanti all'interno della stessa maggioranza in Commissione Esteri sul caso San Marino World. Tutto parte dall'ordine del giorno delle opposizioni - comunque bocciato - che chiedeva al Governo di revocare tutti i provvedimenti in tema di residenze fiscali non domiciliate, quindi circolari applicative e autorizzazione alla società.

“Non operi con la Repubblica vendendo le nostre residenze”, afferma Nicola Renzi di Rf che chiede se si abbia intenzione di ritirare i provvedimenti. “Si attribuisce prima a una Segreteria a poi a una società il potere di gestire i programmi di residenza fiscale non domiciliati”, aggiunge Fabio Righi (Domani Motus Liberi). Il progetto, prosegue Righi, prevede la costruzione di 600-800 appartamenti.

Nessun ritiro, ancora, di circolari o autorizzazioni, spiega in Aula il segretario agli Esteri, Luca Beccari, che precisa: “Lo scopo delle circolari non è quello di derogare alla legge”. Beccari torna a stigmatizzare la pubblicazione di contenuti e documenti sul sito della società, ma invita a mettere su un altro piano il tema del percorso autorizzativo, portato avanti “nello spirito di non togliere cose previste dalla legge”. “La società – rimarca – non può operare nell'attività delle residenze fiscali non domiciliate”.

La Dc, con Manuel Ciavatta, difende Beccari ed esorta l'opposizione ad attendere le verifiche del caso. Prima del voto, però, dalla maggioranza, Giuseppe Morganti di Libera prende le distanze: “ritengo il Des una disgrazia per San Marino”, dice, parlando di “nocumento alla Repubblica”. Alla fine l'ordine del giorno viene comunque respinto con 8 contrari e 4 favorevoli. Opposizioni sul piede di guerra. “Il Governo continua nella vendita del Paese”, scrivono in una nota a margine dei lavori.

Passano all'unanimità, invece, le proposte di un protocollo d'intesa tra il Consiglio e il Parlamento maltese e la proposta di protocollo di cooperazione parlamentare tra la Commissione Esteri e l'omologo organismo del Senato italiano.





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