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Scontro sui social su missione all'estero senza rimborso

20 set 2018
Marco Nicolini e Vanessa D'AmbrosioScontro sui social su missione all'estero senza rimborso
Scontro sui social su missione all'estero senza rimborso - Nei vari commenti che fanno da contorno, emerge quello di <strong>Alessandro Rossi</strong>. “Essere...
Sempre più spesso gli scontri politici nascono e crescono sui social, ring virtuale in cui tutto è concesso, anche i colpi bassi. Ad affrontarsi, questa volta, sono Marco Nicolini e Vanessa d'Ambrosio, l'uno di Rete e l'altra di SSD, “avversari” in Consiglio ed entrambi nella Delegazione Consiliare Sammarinese presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. In un post Nicolini condivide il suo rammarico: venerdì prossimo si recherà in Macedonia, scelto dal suo gruppo politico di Strasburgo “alla luce del buon lavoro fatto e della comprovata esperienza nei Balcani”. Rimarca l'importanza della presenza di un piccolo Paese in ambienti di incontro fra nazioni, ma San Marino – scrive - “non coprirà le spese del viaggio”. Rincara la dose: “anni di sprechi indegni, politici che hanno rubato, consiglieri che si infilano a turno sotto lo Stato e il problema pare essere il dover rimborsare un consigliere di opposizione. A queste condizioni non potrò più partecipare ad alcuna missione”. La risposta del capo delegazione non si fa attendere. Vanessa d'Ambrosio guarda al budget annuale. “Tra una missione e la garanzia di portare la delegazione tutta a Strasburgo per la Plenaria, la precedenza – dice - è per la Plenaria” e accusa il collega di strumentalizzare. La questione è tutt'altro che chiusa, perché i commenti sui social, si sa, sono come le ciliegie. Uno tira l'altro. “State diventando tutti statali, in maggioranza, e per voi sarà sempre più facile fare politica” - attacca Nicolini, “vedo la tua malafede”, gli risponde la D'Ambrosio, che puntualizza: “il budget lo definisce l'Ufficio di Presidenza ed è mio compito gestirlo al meglio”. Nei vari commenti che fanno da contorno, emerge quello di Alessandro Rossi. “Essere attivi nel COE – scrive - è un grande biglietto da visita per la Repubblica. Non è bello vedere due membri del consiglio d'Europa litigare per due spicci. Un po' di dignità e la dignità è tale se non viene detta”.

MF