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Scontro sul Prg: Michelotti accusato di non rispetto delle procedure da tre consiglieri. La risposta: "Denigrazione continua"

di Mauro Torresi
28 ott 2019
Stefano Canti, Alessandro Mancini, Sandra Giardi e Augusto MichelottiStefano Canti, Alessandro Mancini, Sandra Giardi e Augusto Michelotti
Stefano Canti, Alessandro Mancini, Sandra Giardi e Augusto Michelotti

Domani sarà presentato il nuovo Prg elaborato dallo Studio Boeri, ma nel frattempo si accende la polemica sul modo in cui è stato gestito. Stefano Canti (Dc), insieme al socialista Alessandro Mancini e a Sandra Giardi di Rete, consiglieri nell'ultima legislatura, accusano il Segretario di Stato al Territorio di non aver rispettato le “procedure previste” per la formazione del piano, soprattutto di non aver coinvolto la Commissione politiche territoriali e il Comitato tecnico scientifico.

Pertanto, scrivono, gli elaborati non possono essere considerati "ufficiali", bensì preliminari. Canti, Mancini e Giardi parlano di un tentativo di Michelotti di "dare ad intendere”, prima delle elezioni, di aver fatto “qualcosa di concreto” e parlano di una “gestione autoreferenziale”. “E' certamente più facile ed agevole elaborare dei progetti nelle stanze della Segreteria – dicono – che gestire il confronto ed il dibattito negli organi” dedicati.

Ma Augusto Michelotti non ci sta e puntualizza che la Commissione entra in gioco solo successivamente, tra la prima e la seconda lettura del testo. In merito alle critiche per il mancato confronto, il Segretario di Stato spiega di aver pianificato una serie di incontri sull'argomento, ma la crisi politica ha poi bloccato tutto. Il piano è completo, dice, e sarà trattato dal prossimo Segretario al Territorio. Il Congresso, infatti, ha adottato il progetto urbanistico, quindi se ne riparlerà nella prossima legislatura. Proprio sul passaggio in Congresso si focalizzano i consiglieri di minoranza che parlano di una mancanza di informazioni sulla delibera trattata nella seduta del 16 settembre.

Michelotti risponde a quella che definisce una "denigrazione continua", specifica che non si ricandiderà e dice di voler presentare il progetto al pubblico per dare il “giusto riconoscimento” a chi ha lavorato per la sua realizzazione. Prg in cui, anticipa, sarà data attenzione alla tutela dell'ambiente e del territorio.