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Scoppia la bagarre in maggioranza sul rischio 'questione morale'

Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini al collega Federico Pedini Amati: "Vieni in Congresso a dire se esistono le condizioni per proseguire". Il Segretario al Turismo: "Non voglio la crisi, lascio solo se sfiduciato da Psd e Consiglio".

di Luca Salvatori
15 dic 2025
Scoppia la bagarre in maggioranza sul rischio 'questione morale'

L'aspro confronto della seduta mattutina del Consiglio Grande e Generale sul rischio di una nuova questione morale non si è esaurito con la pausa-lavori. Nel pomeriggio, al contrario, il clima in aula si è ulteriormente surriscaldato, con toni ancora più accesi all’interno della stessa maggioranza di Governo. Dopo moniti, avvertimenti e accuse più o meno esplicite, culminate nella richiesta di una verifica di maggioranza da parte del Segretario di Stato Federico Pedini Amati, è intervenuto il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, che ha invitato il collega a chiarire apertamente in Congresso se esistano ancora le condizioni per proseguire l’esperienza di Governo, traendone le conseguenze politiche.

Pedini Amati ha replicato escludendo l’ipotesi di dimissioni o di una crisi di Governo, chiarendo che un suo eventuale passo indietro potrebbe avvenire solo in caso di sfiducia da parte del Psd o del Consiglio. Resta comunque, ha ribadito, la richiesta di una verifica, anche per rilanciare l’azione dell’esecutivo alla luce delle evidenti fibrillazioni. Un clima definito “imbarazzante” da Domani Motus Liberi e Repubblica Futura, mentre Giovanni Zonzini di Rete ha commentato con ironia che per uno spettacolo di questo tipo sarebbe stato persino disposto a pagare il biglietto. Il comma comunicazioni, tradizionalmente terreno delle minoranze, si è trasformato soprattutto in un ring interno alla maggioranza, tra richiami incrociati alla responsabilità politica.

A innescare il dibattito in mattinata il consigliere di Rete Matteo Zeppa, che sul rischio di una nuova questione morale ha adombrato responsabilità democristiane, nel caso Banca di San Marino, richiamando anche il dossier sull’ecomostro ex Symbol e la proposta di acquisto da parte dell’imprenditore Serafino Iacono, console onorario di San Marino a Bogotá, figura discussa sulla stampa colombiana per presunte operazioni opache e per la sua contiguità con l’ex presidente Uribe, recentemente condannato a dodici anni. Zeppa ha anche depositato un ordine del giorno per impegnare il Congresso di Stato a verificare la permanenza di Iacono nel corpo diplomatico. Nel pomeriggio è stata invece Domani Motus Liberi a presentare un odg per verificare la fondatezza delle affermazioni, provenienti dalla stessa maggioranza, su presunte pressioni esercitate nei confronti del Tribunale, di Banca Centrale e delle autorità di vigilanza, riaffermando il principio della separazione dei poteri.

Pressioni che il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti ha escluso con nettezza, affermando con rammarico, in relazione al dibattito, che si sta vivendo una fase di “bassa politica”. Dall’opposizione, Emanuele Santi di Rete ha infine osservato come la verifica richiesta sia già in corso, di fatto, in aula: nella maggioranza, nel Governo e all’interno dello stesso Psd, dove la presidente del partito ha preso le distanze dalle posizioni di Pedini Amati.





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