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Sedute notturne a oltranza in Consiglio: Rete dice basta

29 gen 2014
Sedute notturne a oltranza in Consiglio: Rete dice basta
Sedute notturne a oltranza in Consiglio: Rete dice basta
Dopo la maratona notturna del Consiglio Grande e Generale di dicembre, voluta dalla maggioranza con l'unico obiettivo di “prendere per stanchezza” le opposizioni (macché confronto! Macché disponibilità al dialogo!), durante l'Ufficio di Presidenza di gennaio il nostro capogruppo Roberto Ciavatta ha fatto mettere a verbale che da parte nostra non verranno più accettate sessioni consiliari ove sia prevista la seduta notturna ad oltranza nel bel mezzo della convocazione.
Se possiamo comprendere che si preveda di “sforare” l'orario di mezzanotte durante l'ultimo giorno di convocazione, non accettiamo che nei giorni centrali della convocazione venga introdotta con l'unica volontà di sopire ogni dibattito.
Siccome siamo gente che si impegna quando fa una cosa, pretendiamo di venir messi nelle condizioni di operare al pieno delle nostre forze, nell'interesse del paese. Perché crediamo non sia nell'interesse del paese un parlamento che prende decisioni dormendo o vagando come zombie per i corridoi dopo 40 ore di insonnia!
A dicembre siamo stati al gioco, durante la notte quasi unicamente RETE e alcuni colleghi di opposizione (Marco Podeschi, Simone Celli) hanno continuato a confrontarsi su un testo di riforma tributaria che ora paga la sordità di una maggioranza che vota per partito preso, dormendo durante le argomentazioni, e che mira solo a tenere in vita se stessa.
Dunque, ci piacerebbe rivolgere le stesse considerazioni a Maria Luisa Berti, presidente della Commissione Finanze, che ha deciso in base alla stessa logica di convocare la Commissione venerdì 31 gennaio con previsione anche in orario notturno, per poi slittare a martedì 4 febbraio, sempre con previsione notturna.
La logica rimane la stessa. Questi politici, rappresentanti di una politica paralogica per la quale l'unico scopo è ridurre al silenzio ogni voce contraria (che viene considerata un fastidio, non un contributo), è come se ci dicessero: “care opposizioni, se fate i bravi e presentate pochi emendamenti, e non la fate lunga ponendoci troppe domande, finiamo i lavori in tempi umanamente accettabili. Altrimenti passerete il fine settimana in commissione”.
Poco importa, poi, se rimanere oltre la mezzanotte significa magari che loro dormono per venire svegliati solo al momento del voto (che tanto glielo dice il capobastone di turno come votare), mentre i membri di RETE, che non vogliono adeguarsi al malcostume di essere solamente dei numeri, continuano a parlare a vuoto di fronte ad un'aula svuotata di senso e di prospettive!

Ci si dirà che il nostro ruolo comporta sacrifici, che noi non temiamo di fare.

Come detto alle notturne non ci tiriamo indietro, e le nostre presenze assidue, e i nostri interventi, sono lì a dimostrarlo. Semmai, se ci viene rivolta la pantomima del sacrificio, chiediamo al Presidente della Commissione, e a tutti i suoi colleghi, per quale motivo non si siano previsti altri giorni di convocazione? Perché, ad esempio, il giovedì mattina (giornata di udienze in tribunale) Consiglio e commissioni non vengono quasi mai convocati!?
Credevamo che Consiglio e Commissioni fossero luoghi di confronto, dove poter portare un contributo, dove mettere ognuno nelle condizioni di migliorare le norme per il bene del paese.
Ci siamo dovuti ricredere. Sono solo luoghi in cui chi ha un pizzico di potere in più ne abusa per ridurre al silenzio chi ne ha di meno, in attesa che la ruota giri.
Poco sorpresi, dunque, che il paese sia ridotto in queste condizioni!