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Consiglio: appelli al dialogo e richiami alla responsabilità

22 ott 2018
Consiglio: l'appello della Reggenza ad un confronto rispettoso
Consiglio: l'appello della Reggenza ad un confronto rispettoso - Settimana cruciale sul fronte politico-finanziario
E' un Comma Comunicazioni infuocato. Ad accendere la miccia, ancora una volta, un'ordinanza del tribunale. In questo caso la terza, firmata Morsiani, resa pubblica alla vigilia dei lavori sul sito Giornale.sm. Impossibile non tenerne conto. In una settimana cruciale sul fronte delle scelte con ricadute sul sistema bancario – vedi crediti Delta – la politica torna allo scontro. In apertura di lavori i Capitani Reggenti rinnovano appello al dialogo e alla collaborazione, ad una corretta dialettica, nel rispetto delle istituzioni. Auspicano un confronto leale e costruttivo, dicendosi preoccupati dal clima di forte contrapposizione. “In questo particolare momento – dicono - c'è grande bisogno di partecipazione e di atteggiamenti che rafforzino le istituzioni, a garanzia di una società più giusta e rispettosa dei diritti di tutti”. Parole che tornano negli appelli dei Consiglieri di maggioranza ed opposizione. Prima, però, l'annuncio di Tony Margiotta della sua uscita da SSD e dalla coalizione Adesso.sm. Torna su un rapporto di fiducia venuto meno, scarsa trasparenza nella condivisione delle informazioni, incapacità di dialogo, confronto negato “il sindacato, interlocutore naturale della sinistra - afferma - è diventato un avversario”. Dice di essere stato etichettato come quello che non segue ordini di scuderia, di essere stato accusato di tradimento. “Io me le prendo – risponde - le mia responsabilità”. Mette in evidenza una tensione sociale senza precedenti, “cosi non si fa politica, lo si fa difendendo i diritti del paese, lo stato democratico delle istituzioni, delle persone”. Accusa la maggioranza di non aver attuato il proprio programma, punta il dito contro l'uso continuo di decreti. “Rendermi conto di esser stato inconsapevolmente parte di un disegno, per me è inaccettabile”. Riparto dalle persone. Mi hanno cucito la lettera scarlatta sulle spalle. Mi sento semplicemente un uomo libero”.
Prende la parola Giuseppe Morganti. “Se è vero che ci sono difficoltà maggiori di quelle che immaginavamo e che le soluzioni in piccolissima parte sono arrivate, dobbiamo trovarle insieme, per il bene del paese”. Si richiama alla responsabilità, caratteristica fondamentale della sinistra, che in passato ha dato vita a conflitti con ceti sociali perché in quei frangenti – ricorda - c'era il dovere di portare il paese a risolvere gravi crisi”. Morganti fa suo l'appello della Reggenza e invia un messaggio di dialogo, in cerca di una riappacificazione, “il clima deve assolutamente cambiare – dice - se vogliamo che il paese esca da questa maledetta crisi. Invita la maggioranza a non accettare provocazioni, “si stabilisca un nuovo clima, utile per ragionare e trovare soluzioni ai problemi”.
Appello colto da Giancarlo Capicchioni che sebbene critichi azioni che “nel nome della trasparenza e della legalità hanno devastato il sistema economico minando la fiducia, occorre deporre le armi per il bene del paese”. All'orizzonte ci sono scelte inevitabili. Chiede si apra una nuova fase, “per portare insieme la barca in un porto sicuro, lasciando da parte divergenze, connivenze, potentati economici e politici”. Rimangono però forte tensioni. Mariella Mularoni torna sull'ordinanza, parla di alto tradimento della Repubblica, attacca una maggioranza che “continua a fare promesse, a criticare chi c'era prima senza presentare un progetto credibile. Avete fallito ed esaurito il vostro mandato. Mettetevi da parte e lasciate il timone a chi ha capacità e idee”. Anche Roger Zavoli guarda all'ordinanza, ma accusa l'opposizione di mistificazione quando fa riferimento alla longa manus del governo. “È scorretto e ignobile screditare persone con scopi di consenso che nulla hanno a che fare con la sana dialettica politica”. Inaccettabili, poi, quelle che definisce “disgustose interferenze esterne fra ex vertici di Bcsm e personaggi che nulla hanno a che fare con San Marino”. Invita a ripensare al modello di Banca Centrale, alla luce di uno scenario cambiato, per una struttura più congeniale al modello attuale. “Le banche sono diminuite, così come la raccolta ma i costi di gestione sono esorbitanti”. "Non è Banca Centrale da ripensare - gli risponde Marianna Bucci - occorre agire contro chi nomina certi personaggi. Quest'aula li ha nominati, non Banca Centrale". E in merito alle responsabilità politiche, "non è compito del tribunale verificarle. È compito nostro".

Per Denise Bronzetti il punto è che “tutte le situazioni apertamente denunciate dalla minoranza, oggi vengono puntualmente confermate dai fatti, che ritroviamo nelle ordinanze del tribunale. È arrivato momento della responsabilità”. Il Ccr, per il Consigliere del Ps, ha uguali responsabilità di Celli. Punta il dito anche contro la gestione della giustizia e del tribunale. “Il vostro tempo è finito”.

Il richiamo al dialogo viene ripreso da Pasquale Valentini. Serve però una precondizione. “I toni si abbassano – dice - solo se si ha coraggio di guardare insieme la verità". Fa notare che nella passata legislatura sono saltati vertici quando i loro nomi comparivano in ordinanze. “Ma qui – dice - sembrano opinioni di qualcuno. E' il modo migliore per impedire al dialogo di ripartire”.

Da Mimma Zavoli tutto il rispetto al lavoro del magistrato ma l'ordinanza – rimarca - “non è una sentenza”. Ricorda che in molti interventi dell'opposizione i giudici della politica hanno già deciso i colpevoli, non facendo un buon servizio all'attività del magistrato, quasi tirandolo per la giacchetta”. Ringrazia Capicchioni per la sua apertura. “Un avvicinamento delle parti è lontano ma ciò non significa che questi tentativi non debbano essere messi in campo. È nostro obbligo farlo”.
Per Grazia Zafferani, però, non c'è più spazio per il confronto. Auspica invece in un dialogo leale con la cittadinanza. “Assistiamo – dice – allo sgretolamento di governo e maggioranza. Avete tradito il vostro mandato, non avete gli anticorpi per contrastare infiltrazioni esterne”. Chiede si torni subito alle elezioni. “I cittadini decidano a chi affidare le redini del paese. Per governare serve credibilità. Dovete riconoscere di aver sottovalutato e beffeggiato richieste di verifiche dell'opposizione. Avete scelto di credere ad altri. Eppure rappresentiamo i cittadini. E viviamo qui, non in Lussemburgo".
“Se la maggioranza vuole davvero quel dialogo nell'interesse del paese – dice Francesco Mussoni - non deve difendere a priori la propria squadra e il suo mandato ma fare autocritica, serve un'azione politica forte. Non ho la formula per risolvere i problemi ma è evidente che occorre cambiare schema, con passi istituzionali forti, anche le elezioni anticipate. I fatti politici dobbiamo affrontarli se vogliamo aprire una nuova stagione per il paese, non sottovalutiamo questo progetto esterno a cui il paese è stato sottoposto. Vedere che certe consiglieri come Margiotta fanno azioni chiare, anche se tardive, mi conforta”.
Contro la scelta di Margiotta il Presidente di ssd Michele Muratori: “non mi sarei aspettato certi attacchi da chi ha ricoperto ruoli nevralgici del partito. Nessun aderente ha seguito il suo percorso, siamo rimasti spiazzati dal suo atteggiamento, perplessi da un disagio mai manifestato. Margiotta si è tolto da responsabilità pretese e accordategli. Ha tradito chi ha creduto in lui”.

“Non ci può essere collaborazione – attacca Giovanna Cecchetti - con chi ha portato il paese questa crisi. Si ridia la parola ai cittadini”. Il Conto Mazzini – interviene Dalibor Riccardi - doveva segnare la dead line tra interesse privato e politica. E invece dalle carte del tribunale tornano oggi responsabilità politiche”. Coglie l'invito di Capicchioni ma, facendo sue le parole di Mussoni, “ non potete chiedere all'opposizione di fare la maggioranza. Si metta in sicurezza il paese e si torni alle urne”.

“Invocare le dimissioni di tutti i consiglieri non porta a nulla”, afferma Marica Montemaggi. “Fare cadere teste non è la soluzione ai problemi. Sono fermamente convinta nella bontà del nostro progetto politico”. Invita a rilanciare e rinnovare con metodologia diversa, richiamando alla responsabilità tutta l'aula. “Sono in totale imbarazzo”, commenta Teodoro Lonfernini. "Mentre il consiglio si riunisce - fa notare - il ccr sta incontrando i capigruppo per decidere cosa fare del nostro futuro. Dovremmo giocare la partita qua dentro e invece lo deleghiamo a qualcun altro”. Poi, sulla missione dell'ex Segretario alle Finanze al FMI, “per quale ragione un segretario dimissionario, quindi consigliere semplice, ha svolto incontri riservati come quello con il ministro Tria?”.

Elena Tonnini
, ordinanza alla mano, attacca la maggioranza del cambiamento. “Cambiamento sarebbe stato isolare i potentati che hanno fatto da tramite a personaggi esterni, invece avete attaccato chi li combatte”. Aqr è servito a Confuorti per ottenere dati sensibili sul nostro sistema e giustificare azioni funzionali ad un disegno criminale”. Legge stralci dell'ultima ordinanza, la parte in cui viene scritto che Cassa era considerata un bersaglio mobile appetibile ad entità che si occupavano del business dei crediti deteriorati. "Chi rimane secondo voi – chiede - a fare in modo che Carisp non sia più quel bersaglio mobile? Questo scarica barile fa bene solo a Confuorti e ai suoi infiltrati, che dovreste trattare da traditori e che invece mettete su un piedistallo perché dal governo dicono di fidarvi”.

Jader Tosi rigetta “ragionamenti da bar". "Non si fa politica sul sentito dire, servono dati certi”. Attacca una “politica becera”, invita ad aprire stagione di dialogo. "Basta gettare fango, la gente ci chiede di ragionare. E' spaventata da una politica che sa solo urlare".

“Il ccr non può essere considerato un interlocutore perché ha responsabilità”, afferma Roberto Ciavatta. Se volete creare un dialogo è indispensabile che coloro che sono considerati elementi che lo impediscono escano di scena. “L'anomalia di oggi – aggiunge - sta nel fatto che nessuno chieda conto ai Segretari di Stato che hanno permesso che tutto questo avvenisse, di come sia potuto succedere. Voi stessi vi rendete conto che questo governo non può fare più l'interesse del paese. Se avete a cuore San Marino dovreste togliervi di mezzo per permettere alle persone per bene di fare la loro parte”.

Per Luca Boschi l'opposizione sta politicizzando l'ordinanza. Su Leiton, ad esempio, "ci si dimentica di dire che il cda di Cassa nominato dalla maggioranza non ha rinnovato alcun affidamento ma ha aperto un contenzioso. Così come si tace sul fatto che siamo stati noi a licenziare in tronco e denunciato Savorelli. Nell'ordinanza, poi, non si parla né di rapporti diretti né di conoscenza del Ccr con Confuorti. Noi siamo stati sempre attenti a quanto succedeva. Se abbiamo avallato certe scelte è perché credevamo fossero nell'interesse del paese”.

MF

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