Un intervento organico e atteso da tempo, per allinearsi agli standard internazionali e fornire un quadro più chiaro ad autorità e operatori sanitari. Con il decreto delegato 136 dello scorso 10 settembre il governo ha aggiornato e riordinato l’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope sottoposte a vigilanza e controllo nella Repubblica di San Marino. Il provvedimento arriva dopo mesi di studio da parte del gruppo di lavoro costituito ad aprile con rappresentanti dell’Authority Sanitaria, dell’Iss e di Ugraa, Gendarmeria e Dipartimento Giustizia.
Cambia radicalmente il sistema di classificazione: si passa dall’elenco della precedente normativa a una suddivisione delle sostanze in cinque tabelle, seguendo il modello della legislazione italiana. Un documento da 69 pagine in totale, che identifica con precisione ogni principio attivo, sostanza o preparato soggetto alla disciplina legale e che è anche più facilmente aggiornabile escludendo specifiche sostanze o aggiungendone altre ritenute rilevanti con riferimento al contesto sammarinese.
Particolarmente dettagliata la tabella I, che contiene tra l’altro oppiacei e affini e conta circa 660 voci: un numero che dà l’idea della scala del fenomeno delle nuove droghe, un’emergenza crescente in molti Paesi del mondo a partire dagli Stati Uniti. Tra le sostanze proibite ci sono anche i nitazeni, oppioidi sintetici in alcuni casi anche più potenti del Fentanyl, che erano stati inseriti nelle tabelle italiane ad aprile e che nel mondo hanno già causato più di 200 decessi. Per quanto invece riguarda la cannabis, confermata la normativa che ne prevede la legalità solo a uso terapeutico e dietro ricetta del medico.