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Sottomarino su casa dell'acqua ad Acquaviva: Allarmismo e prevenzione

1 ago 2013
Sottomarino su casa dell'acqua ad Acquaviva: Allarmismo e prevenzione
Sottomarino su casa dell'acqua ad Acquaviva: Allarmismo e prevenzione
In occasione dell'insediamento dei Capitani Reggenti nel mese di Aprile 2012 venne presentata un'Istanza d'Arengo che richiedeva l'installazione di case dell'acqua su tutto il territorio. L'Istanza venne discussa e approvata il 21 Giugno ed il 27 Luglio 2012 comparve sul sito dell'AASS la notizia, tuttora presente e consultabile, dell'installazione della prima casa dell'acqua nel Castello di Acquaviva, entro la fine dell'anno, fatti salvi i tempi necessari per le autorizzazioni edilizie. Da Maggio 2013 sono iniziati i lavori per la realizzazione del progetto in acciaio e lamiera curato dall'Architetto sammarinese Fabio Ferrini (nella foto allegata si vede lo stato di avanzamento dei lavori).
Se da un lato ci possiamo dire soddisfatti dell'attuazione dell'Istanza, ci chiediamo se tempi e costi di tale realizzazione siano proporzionati a un simile intervento, soprattutto in un periodo come questo di controllo sulla spesa. Per quale motivo dobbiamo complicare le cose più semplici?
Normalmente una casa dell'acqua è un semplice prefabbricato di piccole dimensioni, che necessita del collegamento alla rete idrica ed elettrica e di una periodica manutenzione dei filtri e del sistema refrigerante e miscelazione gas per garantire l'igiene dell'acqua erogata. Spesso le case dell'acqua vengono posizionate anche solo temporaneamente in un luogo, ad esempio in una piazza (come è avvenuto anche pochi giorni fa in occasione del Festival dei Teatri di Santarcangelo); in altri casi le installazioni sono fisse ed in luoghi di passaggio, come ad esempio quella di Largo S. Giacomo a Cesenatico, costata circa 25 mila euro e attiva da Maggio 2012 dopo un iter di autorizzazione e realizzazione di pochi mesi.
L'idea di base dell'installazione delle case dell'acqua non deve essere prettamente di marketing e di comodità (non ha molto senso prendere l’automobile per andare a riempire le bottiglie o per avere acqua gassata o refrigerata), è una questione culturale che punta a sensibilizzare sulla necessità di diminuire gli sprechi nella grande distribuzione e sulla riduzione del packaging. Proprio per come si è sviluppato San Marino, dove l'auto sembra essere l'unico mezzo a disposizione, occorre ripensare l'intero modo in cui ci si avvicina all'utilizzo di un servizio essenziale come l'acqua, sottolineando la qualità di quella distribuita dall’acquedotto. Al tempo stesso, non bisogna dimenticare il sempre meno sostenibile impatto economico e ambientale legato al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie di plastica.
Speriamo che la cittadinanza di Acquaviva usufruisca del servizio e dia indicazioni su eventuali miglioramenti di interventi di questo tipo; al tempo stesso auspichiamo che le future case dell'acqua richiedano meno tempo per essere installate, magari in centro storico o in luoghi di aggregazione, per riattivare quel circuito positivo di convivenza e fruibilità delle risorse.
In merito alla gestione dell’acqua, vogliamo concludere facendo notare come la recente ordinanza di risparmio idrico (tuttora assente sul sito dell’AASS e della Segreteria di Stato competente) abbia in realtà sortito l’effetto contrario.
Nella giornata di entrata in vigore dell’ordinanza (31 Luglio), il quantitativo di acqua immessa in rete è risultato l’ottavo del mese e il tredicesimo del bimestre Giugno/Luglio, a riprova del timore della popolazione di rimanere “a secco” e di incorrere in sanzioni (mai elevate negli anni scorsi), facendo scorte e peggiorando la situazione, al punto di rischiare di vanificare l'intento, dichiarato dalla stessa AASS, di ridurre i consumi del 20% rimanendo entro il tetto dei diecimila metri cubi erogati al giorno.

Comunicato stampa