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Sport e incentivi fiscali: un modello che la maggioranza vuole estendere anche ad altri ambiti

In Commissione Sanità arriva il Pdl della Segreteria Industria a sostegno dell'attività sportiva. Primo banco di prova sarà la piscina del Multieventi. Sistema che si vorrebbe utilizzare anche per finanziare infrastrutture sociali, culturali ed educative

di Monica Fabbri
14 giu 2026

Dopo aver approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, la Commissione Sanità si appresta a esaminare un progetto che potrebbe cambiare strutturalmente il modo in cui San Marino finanzia il proprio sport. E non solo. Il testo, firmato dal Segretario di Stato all'Industria Rossano Fabbri, punta a costruire un sistema organico di incentivi fiscali per sostenere gli eventi sportivi di rilevanza nazionale e favorire la manutenzione, la riqualificazione e lo sviluppo del patrimonio immobiliare sportivo della Repubblica.

La logica è quella della collaborazione virtuosa tra pubblico e privato: chi dona o sponsorizza ottiene vantaggi fiscali, lo Stato incassa risorse fresche senza accendere mutui né emettere obbligazioni. Ma è fuori dal testo depositato che si gioca la partita più interessante.La maggioranza sta valutando di estendere questo stesso modello al finanziamento di infrastrutture nel mondo sociale, culturale ed educativo. Il progetto di legge sportivo, in altri termini, potrebbe diventare il prototipo di uno strumento strutturale molto più ampio: un nuovo modo di finanziare le priorità pubbliche attirando capitali privati, senza gravare sul bilancio dello Stato.

Una volta approvata la legge, il primo banco di prova concreto sarà la piscina del Multieventi, già “battezzata” nell'ultimo bilancio come struttura strategica, con mezzo milione stanziato per i costi di progettazione. L'obiettivo è dotare San Marino di una vasca con area di preriscaldamento per gli atleti, in grado di ospitare competizioni internazionali di alto livello.

D'estate la struttura potrebbe aprire al pubblico — alleggerendo la pressione sulla piscina di Borgo — e restare a disposizione della Federazione nuoto per le attività ordinarie. E già oggi — prima ancora che la legge esista — diverse imprese e associazioni di categoria hanno manifestato interesse a contribuire. Insomma, la domanda c'è. Ora serve la norma. Il progetto, dopo l'esame della Commissione, tornerà in aula per la seconda lettura.








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