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Spring Meetings, Morganti: "arriveremo preparati, il Fondo ci sta facendo da tutor"

31 mar 2018
Palazzo PubblicoSpring Meetings, Morganti: "arriveremo preparati, il Fondo ci sta facendo da tutor"
Spring Meetings, Morganti: "arriveremo preparati, il Fondo ci sta facendo da tutor" - Settimane fitte di incontri sul Piano di stabilità nazionale. Lonfernini (RF): no a tattiche dilator...
San Marino arriverà a Washington con il suo piano di stabilità nazionale, compreso il reperimento di risorse attraverso l'indebitamento estero. Le prossime due settimane e mezzo saranno bollenti, con confronti politici ogni settimana in Commissione Finanze, tavoli con forze sociali e datoriali e serate pubbliche. Obiettivo: portare il piano di stabilità nel Consiglio di aprile. Una volta approvato, potrà partire la richiesta di finanziamento. Potremo ottenere al massimo 120 milioni – fanno sapere dalla maggioranza. Interessi e restituzione della quota capitale saranno oggetto di trattativa con gli esperti del fondo. “Ma prima – afferma Civico 10 – serve una stima esatta del fabbisogno. Poi – continua Luca Boschi – bisognerà garantire la sostenibilità del debito con un piano di rientro. Siamo favorevoli al finanziamento – ribadisce il coordinatore - solo se saremo in grado di indicare esattamente come intendiamo rientrare del prestito”. “E gli interessi – aggiunge Lorenzo Lonfernini – dovranno essere compatibili con il bilancio”. Per il consigliere di Repubblica Futura è fondamentale andare a Washington con qualcosa in mano. Riguardo al piano di stabilità, si sofferma poi sul metodo e facendo sue le parole dei Capitani Reggenti invita il Governo ad ascoltare oltre che proporre. Al contempo - aggiunge - chi siede al tavolo non deve porre veti. Bisogna abbandonare tattiche dilatorie, è il tempo delle scelte. Poi chiede a Banca Centrale di spingere sull'acceleratore nell'accordo con Bankitalia, “per dare alle nostre banche -dice - un orizzonte meno asfittico”.  “L'obiettivo della visita agli spring meetings – commenta Giuseppe Morganti - non è tanto chiedere soldi ma verificare se il piano di stabilità ha consistenza tale da ottenere la certificazione da parte del Fondo. Il percorso ha una sua traccia profonda. Ci sono 4 pilastri a cui dovremo dare risposte concrete  – continua il capogruppo di SSD -senza esclusioni”.  Si parte dalle banche, seguono finanziamento, riforme strutturali e sviluppo. Morganti è ottimista. “Il paese - dice - non naviga a vista ma si presenterà all'appuntamento preparato. I colloqui con il Fondo sono quasi quotidiani. Ci sta già facendo da tutor, dandoci supporto e orientandoci sulle cose da fare”. 

MF