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SSD e Civico10 dalla Reggenza. Palmieri (RF) "manie di protagonismo"

Le due forze di maggioranza annunciano ai Capi di Stato la proposta, in UDP, di un tavolo istituzionale come quello sulle banche " senza veti e preclusioni". Opposizione, "crisi di Governo ormai conclamata"

di Monica Fabbri
5 set 2019
il resoconto della giornata politica
il resoconto della giornata politica

La lunga giornata politica si apre con Matteo Ciacci, Luca Boschi, Alessandro Bevitori e Giuseppe Morganti dalla Reggenza per informarla della proposta che stanno per portare in Ufficio di Presidenza: l'apertura di un tavolo istituzionale con politica, forze sociali ed economiche come avvenuto per la legge sulle banche. E' quello, per SSD e Civico10 l'approccio corretto, “perché la condivisione sulla peggior crisi bancaria degli ultimi anni – rimarcano Bevitori e Morganti – non ha avuto ripercussioni sulla fiducia nel sistema”. La forma è sostanza: dalla Reggenza non c'è Repubblica Futura. Eppure, in conferenza stampa, sia SSD che Civico dicono no a veti. L'alleato non è stato coinvolto – spiega Ciacci – per far partire il confronto. “Siamo gli ambasciatori di quel tavolo istituzionale – precisa – a cui dovrà sedersi anche RF, altrimenti non ci stiamo noi”. “La maggioranza c'è e siamo proprio qui – dice il Segretario di SSD - per proseguire la nostra azione”. “Ma nessuna maggioranza- rimarca Boschi - può farcela da sola. Indispensabile un lavoro di squadra senza preclusioni, per scelte di rigore ed impopolari”.
I due partiti che ieri sera, in assemblea, hanno ricevuto un mandato chiaro, chiedono di “remare tutti nella stessa direzione per uscire dalla tempesta” e rivendicano l'azione portata avanti da Adesso.sm.
RF, però, non ha gradito. “ Si era parlato di aprire il tavolo istituzionale e l'incontro con la Reggenza – afferma Stefano Palmieri – poteva essere un'iniziativa comune come quella, concordata in maggioranza, di confrontarci con la Dc. La voglia di protagonismo di certi personaggi – commenta – non ha giustificazioni”. L'Ufficio di Presidenza si riaggiornerà domani mattina.
L'opposizione interviene con una nota congiunta non sottoscritta, però, da Movimento Democratico. Parla di crisi di Governo conclamata. “Durante l’ufficio di presidenza – si legge - esponenti di maggioranza hanno affermato che “non c’è più maggioranza e minoranza”. Concorda che il Paese debba risollevarsi attraverso una nuova fase chiara, trasparente e che debba passare al più presto per regolari elezioni politiche. Per Mdsi è una fase che richiede tre ordini di chiarezza: la fine della legislatura; una data certa delle elezioni e una responsabilità comune. Non c'è solo un bilancio da fare ma a breve - ricorda Federico Pedini Amati – il paese sarà sottoposto al giudizio di Fitch e un declassamento complicherebbe di molto la richiesta di finanziamento estero. Nel pomeriggio un vertice di maggioranza per chiarire e, contemporaneamente, la riunione dei gruppi consiliari di opposizione “per deliberare circa la partecipazione al tavolo istituzionale per la legge di bilancio”.