Strappo in Rete, Zafferani e Giardi resteranno in maggioranza: "Grande sostegno dai cittadini"

Mercoledì si riunirà l'Ufficio di Presidenza e alla riunione è stato convocato anche il gruppo misto che con le dimissioni di Grazia Zafferani e Sandra Giardi da Rete – formalizzate qualche giorno fa - ora conta tre membri. Visti i numeri, può infatti partecipare a pieno titolo alle riunioni dell'organismo, esprimendo due rappresentanti. Se infatti giovedì non c'era ancora certezza sulla collocazione di Zafferani e Giardi in Parlamento, oggi è tutto più chiaro: continueranno a far parte della maggioranza come indipendenti, affiancando nel gruppo misto il consigliere di opposizione Rossano Fabbri. Nessuno scontro all'interno di Rete assicuravano membri del direttivo all'indomani dell'annuncio delle dimissioni, ma la dura lettera contro le fuoriuscite rivela come non sia stata una separazione indolore. Lettera che Grazia Zafferani definisce “incommentabile”, “non vogliamo scendere allo stesso piano – aggiunge - riconosciamo a Rete il percorso costruito insieme, non mi permetterei mai di giudicare il lavoro altrui”. Alle difficoltà del movimento di ravvedere nello strappo motivazioni politiche, la Zafferani si dice dispiaciuta, “perché dimostra – spiega –la mancanza di autocritica in un momento segnato da malcontenti e uscite di membri del direttivo e dell'assemblea. Meriterebbe – afferma - una riflessione”. “Non è stata una decisione presa a cuor leggero – confida - ma dolorosa e sofferta. Ciò che ci fa piacere – racconta - è il grande sostegno da parte dei cittadini. Abbiamo ricevuto tante telefonate e messaggi di appoggio e gratitudine per quanto fatto in questi anni all'interno di Rete”. Dunque, mercoledì in Ufficio di Presidenza ci saranno Grazia Zafferani - presente tra l'altro nel suo ruolo di membro dell'Ufficio di Segreteria - e Rossano Fabbri di Mis, che si rallegra: “La questione – dice – ci permette di attutire gli effetti di un deficit democratico che vedeva il gruppo misto sotto i tre membri non partecipare non solo all'Ufficio di Presidenza ma – soprattutto – alle Commissioni”.
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