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Strasburgo si ferma per ricordare Mariella Mularoni, "costruttrice di ponti"

Un momento di raccoglimento ha aperto i lavori della III sessione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Il capo delegazione sammarinese Giovagnoli ne ha ricordato l'esempio umano, ancora prima che politico

di Monica Fabbri
23 giu 2026

In apertura di seduta, la Presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, Petra Bayr, ha espresso a nome dell'intera Assemblea le condoglianze a famiglia ed amici di Mariella Mularoni e la più profonda vicinanza alla delegazione sammarinese. Un tributo al quale si sono aggiunti gli interventi di altri rappresentanti politici europei, tra cui il Presidente del Gruppo dei Popolari, e numerosi messaggi di vicinanza sono giunti da parlamentari e delegazioni di tutta Europa.

Mariella Mularoni aveva rappresentato San Marino nell'Assemblea parlamentare, distinguendosi per il lavoro svolto nelle commissioni dedicate a cultura, media, uguaglianza e non discriminazione. Ma il ricordo emerso nell'emiciclo europeo è andato oltre il percorso istituzionale. A prendere la parola il capo delegazione sammarinese Gerardo Giovagnoli, che anche a nome dell'attuale Capitano Reggente Alice Mina - già collega di Mariella Mularoni nell'Assemblea di Strasburgo - ha scelto di ricordarla partendo dalle qualità che ne hanno segnato il percorso umano e politico. Soffermandosi su quella gentilezza, quella capacità di ascolto e quella forza d'animo che hanno accompagnato Mariella Mularoni fino agli ultimi giorni.

"Mariella aveva una spiccata capacità di ascoltare e chiedere l'opinione anche agli avversari politici, di mantenere ferme le posizioni senza dover alzare i toni, di regalare ad ogni occasione un sorriso e praticare la gentilezza. Ella ci ha mostrato quanto siano importanti queste qualità per poter esercitare un ruolo pubblico, qualità che sono pre-politiche, sono umane e sono necessarie ad instaurare un dialogo e costruire ponti."

Un ricordo che ha toccato anche la dimensione più intima: quella di una donna che ha affrontato una malattia grave continuando a lavorare — da Segretario di Stato per la Sanità — per la salute di tutti, mentre combatteva con dignità la propria: "Ha costituito un grande esempio umano, ancora prima che politico, che ha lasciato un segno nella nostra comunità." Nel finale del suo intervento, Giovagnoli ha rivolto un pensiero alla famiglia e in particolare alle figlie Giulia e Beatrice, alle quali ha augurato di seguire le orme della madre nell'impegno civile e politico.

Da Strasburgo è così arrivato un messaggio che supera il semplice cordoglio istituzionale: il riconoscimento, condiviso da colleghi di diversi Paesi, di una donna che ha saputo fare della gentilezza, dell'ascolto e del servizio agli altri il tratto distintivo del proprio impegno pubblico.





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