“Testamento Biologico e Dignità del Fine Vita”: per Rete è ora di parlarne, e riempire un vuoto normativo. Il pdl è stato depositato ieri con “estremo orgoglio” ma anche con la consapevolezza di quanto il tema sia delicato e complesso, oltre che sentito. Il partito ci ha lavorato mesi e prima di approdare in Aula, il testo sarà oggetto di incontri con le altre forze politiche. “A volte, purtroppo, è molto più semplice tenere questi temi nel cassetto che affrontarli"- afferma Emanuele Santi. "Invece, a mio avviso, bisogna dare delle risposte ai cittadini perché effettivamente in sede di fine vita la nostra legislazione è completamente sguarnita. Quindi ognuno potrà avere la possibilità di fare questo testamento biologico e lasciare le disposizioni al proprio medico nel caso in cui non sia più in grado di poter esprimere la sua volontà”.
La legge afferma il diritto del paziente a decidere consapevolmente sul proprio percorso terapeutico; riconosce le Disposizioni Anticipate di Trattamento; regolamenta le condizioni per l'assenso o il rifiuto dei trattamenti sanitari; garantisce cure palliative e terapia del dolore gratuite. “Abbiamo cercato di dare risposta al concetto di accanimento terapeutico”, spiega Milena Pierri. Entra quindi in campo la proporzionalità delle cure, per sancire un principio fondamentale: il diritto a vivere e morire con dignità. Le Disposizioni Anticipate di Trattamento hanno carattere vincolante. Si può quindi dire no ad alimentazione e idratazione artificiali: all'articolo 7 si specifica, infatti, che la rinuncia a cure volte unicamente a mantenere le funzioni vitali è un diritto inalienabile. Le Dat – chiarisce Rete - possono essere aggiornate, modificate o revocate in qualsiasi momento.
Per il testamento biologico si prevede una sezione specifica nel fascicolo sanitario. La condivisione delle cure necessita che pazienti e familiari siano informati in modo esaustivo: “Non è tempo perso, anche quello è tempo di cura”, afferma Marinella Guerra. “Il progetto di legge - sottolinea Jaquelina Henriquez - è un importante passo verso una medicina più etica, umana e rispettosa della volontà della persona”, a cui il medico deve attenersi, pena sanzioni. Proprio per tutelare il personale sanitario sono escluse responsabilità civili e penali. Non è prevista obiezione di coscienza. “Abbiamo lasciato questa questione da parte perché abbiamo voluto trattare il fatto che venga rispettata la volontà del paziente” – spiega Santi. “Poi, in sede di discussione, siamo aperti al confronto. Se il Consiglio vorrà inserire anche altri temi e portare il suo contributo noi saremo ben lieti di accoglierli”.
File allegati
- PdL Testamento Biologico e dignità del Fine vita
- Relazione PdL Testamento Biologico e dignità del Fine vita