Il ritorno in stazione del Treno Bianco Azzurro accende l'estate sammarinese e la polemica politica. Repubblica Futura mette in discussione la regolarità del progetto e parla di uno Stato che rischia di dare il messaggio che "le leggi si possono sostituire con una delibera". Solleva dubbi sull'omologazione della motrice, chiedendo se sia normale che un mezzo non classificato come trasporto pubblico possa trasportare passeggeri. Il paragone è provocatorio: "Come se da Torraccia decollasse un Douglas Dakota con 20 turisti senza omologazione". Per RF, dietro la narrazione del ritorno del treno "c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella forma e nella sostanza".
Anche RETE affonda il colpo. Definisce il prolungamento del tracciato "un sogno" costato quasi un milione di euro, privo - sostiene - di una reale strategia industriale o turistica. Ironizza su una ferrovia che "collega la stazione a un vicolo cieco", con i Segretari di Stato che salutano dal finestrino "come la regina Elisabetta". Rilancia un'altra priorità: climatizzare scuole e centri estivi, concludendo con una stoccata: "Non resta che attaccarsi... al trenino, sperando che almeno abbia l'aria condizionata".
Alle critiche risponde l'Associazione Treno Bianco Azzurro. Respinge l'etichetta di semplici "amatori", ricordando quindici anni di attività, il recupero del patrimonio ferroviario e oltre quattromila viaggiatori trasportati negli ultimi tre anni. Rivendica il valore storico e culturale del progetto e sottolinea che il macchinista è l'unico sammarinese certificato alla guida della motrice. Sull'omologazione, precisa che il convoglio non svolge un servizio di linea, ma offre un'esperienza storico-culturale e museale. Il trenino – rimarca - non è un "catorcio metallico", ma il simbolo di un’identità sammarinese salvata dall'oblio. Contesta poi l'espressione "binario morto": "Il binario è vivo", rivendica l'associazione, sottolineando il crescente interesse di turisti, appassionati e scuole italiane.
Intervengono anche le Segreterie di Stato per il Territorio e per il Turismo. Ribadiscono che il progetto rappresenta un investimento su memoria storica e attrattività turistica del Paese. Precisano inoltre che l'investimento complessivo ammonta a circa 500 mila euro, comprendendo anche la riqualificazione dell'intera area della Stazione, e non il milione di euro indicato da RETE.
Infine assicurano che l'elettromotrice "è in possesso delle certificazioni previste dalla normativa vigente per l'esercizio dell'attività" e su questo punto "non sussistono elementi di incertezza". Sul piano del metodo, chiudono con un appello alla misura: il confronto politico resta "un elemento essenziale della vita democratica", ma il dibattito pubblico dovrebbe fondarsi su "informazioni corrette e verificabili".