USA: Trump sottoscrive il "contratto con l'elettore americano"

Non è una novità il “contratto con l'elettore americano”, appena sottoscritto da Donald Trump. Il modello non è tanto quello berlusconiano di 15 anni fa, quanto il “Contratto con l'America” del 1994: il manifesto elettorale dei Repubblicani durante le elezioni parlamentari. Sia come sia il documento è indicativo circa le intenzioni del Presidente eletto, nei primi 100 giorni; e la linea è di netta discontinuità, rispetto al passato. 18 i punti; tra questi la rinuncia ad una serie di accordi commerciali internazionali, come il NAFTA e il Partenariato Trans-Pacifico: l'obiettivo dichiarato è salvaguardare posti di lavoro e il livello salariale degli operai americani. E poi il rimpatrio di 2 milioni di immigrati illegali, che abbiano commesso crimini, e misure per limitare l'influenza di Wall Street, con limiti di mandato per i lobbisti. Quanto alla politica estera, Trump - come già annunciato - promette una decisa inversione di rotta rispetto all'attuale strategia in Siria, mettendo in primo piano la lotta all'ISIS, anziché la rimozione di Assad. Da registrare anche la parziale apertura in merito all'Obamacare. Il tycoon ha spiegato come il presidente uscente gli abbia chiesto di rinunciare alla totale abolizione della riforma sanitaria. “Valuterò i suggerimenti di Obama”, ha assicurato. Nel frattempo, in varie città statunitensi, continuano le proteste contro il Presidente eletto. A Portland una manifestazione, iniziato in modo pacifico, è poi degenerata, con atti di violenza e danneggiamenti di auto ed edifici. Alcuni oggetti in fiamme sono stati lanciati contro i poliziotti che hanno risposto con i lacrimogeni. Un uomo è rimasto ferito da un colpo d'arma da fuoco, sparato da ignoti. Intanto, sui media conservatori, circolano voci circa un presunto finanziamento, delle proteste, da parte dello speculatore finanziario George Soros, e da network come Washington CAN. Dito puntato su annunci on-line come quello sul sito craiglist.org, nel quale si promette, nell'area di Seattle, di assumere attivisti a tempo pieno – con una paga media tra i 15 e i 22 dollari l'ora, con relativi benefit – per “combattere l'agenda Trump”. L'appello è rivolto a studenti, donne e minoranze

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