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Tutta l'opposizione rassegna le dimissioni. Accelerata sulla crisi di Governo

Prende quota l'opzione della Reggenza di Garanzia

Tutta l'opposizione rassegna le dimissioni. Accelerata sulla crisi di Governo.

Tutta l'opposizione rassegna le dimissioni e si dichiara pronta a sottoscrivere l'ordine del giorno preannunciato ieri da SSD e Civico 10. Espresso l'auspicio di una Reggenza di Garanzia ed elezioni quanto prima.

C'è un'accelerata nella strisciante crisi di Governo: tutta l'opposizione, ad esclusione di Mdsi, ha diramato un comunicato congiunto in cui annuncia le dimissioni dal Consiglio, dichiara di essere pronta a sottoscrivere l'ordine del giorno preannunciato da Civico10 e SSD ed auspica una Reggenza di Garanzia che possa traghettare il paese verso un nuovo corso, attraverso elezioni politiche prima possibile. Poco dopo Federico Pedini Amati chiarisce l'assenza della firma del suo movimento: “Il comunicato – dichiara - è stato fatto in un'ora e io avevo un impegno personale ma è ovvio che le dimissioni di Mdsi sono sul tavolo e firmeremo anche l'Odg di Civico10 e SSD”. Nello specifico l'ordine del giorno – che sarà presentato lunedì o martedì prossimo - mira a scongiurare l'esercizio provvisorio, a riaprire il tavolo istituzionale e a presentarsi compatti, nelle prossime settimane, di fronte all'agenzia di Rating Fitch e al Fondo Monetario.

Repubblica Futura, intanto, ha riunito oggi i suoi organismi e lo farà anche lunedì: segue costantemente l'evolversi della situazione e ritiene che qualunque scelta debba essere di responsabilità e nell'interesse del paese e non di una parte. Più che mai congelate a questo punto le designazioni dei candidati alla prossima Reggenza che verrà nominata lunedì. Un Reggente avrebbe dovuto essere indicato da Civico10 e l'altro da Repubblica Futura ma, se come pare, prevarrà la soluzione della Reggenza di Garanzia, la partita si riapre perché un capo di stato andrà all'opposizione: con tutta probabilità, secondo i “rumors” al Pdcs. Intanto il pallottoliere delle dimissioni si avvicina alla quota 30, ovvero la soglia necessaria per lo scioglimento del Consiglio: alle 26 rassegnate da tutta l'opposizione vanno sommate anche quelle di Mattia Guidi, Civico10, che le ha dichiarate mercoledì sera, e Valentina Bollini, anche lei in quota Civico10, che le aveva presentate a luglio. Siamo dunque a 28 e ne mancano solo due anche se le prossime, quando arriveranno, saranno probabilmente in blocco.

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