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Tutti al lavoro per risolvere la crisi di Governo

16 giu 2008
Palazzo Pubblico
Palazzo Pubblico
Nelle Segreterie dei vari movimenti c’è grande fermento, si susseguono gli incontri e i colloqui. Da una parte si cerca di costituire una coalizione che possa traghettare il Paese verso la consultazione elettorale anticipata, un Governo di transizione, che vedrebbe il fulcro nella Democrazia Cristiana, con la partecipazione di tutte le forze di opposizione, e il possibile coinvolgimento di Alleanza Popolare; dall’altra si lavora invece per una coalizione di Centro Sinistra, con il PSD come punto di appoggio, che assicuri in qualche modo continuità ad un progetto avviato e sintetizzato con la legge obiettivo. Gli interessati smentiscono, in particolare Alleanza Popolare che più volte ha ribadito non esserci nulla di preordinato; nessuna soluzione è scontata. Lunedì sera il movimento di Mario Venturini terrà una conferenza pubblica, per spiegare le ragioni della crisi, le motivazioni che l’hanno portata al ritiro della delegazione di Governo. Intanto il tono della polemica fra AP e PSD resta piuttosto alto, Venturini accusa il partito di Andreoli di ritrattare sulla disponibilità alle elezioni anticipate. Il capogruppo Claudio Felici ribatte: “Nessuna ritrattazione, ci eravamo presi un impegno per dare stabilità a quel Governo, ora che AP si è assunta la responsabilità di farlo cadere, siamo convinti si debba lavorare per rimettere in piedi una coalizione che sappia portare avanti quel progetto”.
“Le elezioni anticipate – conclude Felici – sono sempre una soluzione possibile, ma prima riteniamo doveroso ricercare una maggioranza che condivida le cose da fare con urgenza”. Martedì la Reggenza tornerà dal viaggio negli Stati Uniti e probabilmente deciderà in merito alle consultazioni, che secondo la prassi istituzionale dovranno essere avviate dopo la presa d’atto del Consiglio Grande e Generale delle dimissioni del Congresso di Stato, e questo avverrà mercoledì.