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Ue e referendum: le posizioni dei partiti di opposizione

Dalla maggioranza interviene il Ps: i partiti si esprimano "con chiarezza e senza giri di parole"

di Mauro Torresi
11 lug 2025

Referendum “sì” o “no”? Prima o dopo l'Accordo di associazione? Prosegue il dibattito politico sull'Europa. Differenti le posizioni tra i partiti di minoranza. “Noi non siamo contrari - ribadisce Domani Motus Liberi – ma vogliamo informazioni certe e chiare”. “Parlando con le persone – sottolinea – emerge proprio una mancanza di chiarezza”. Sul fronte di un possibile referendum, il partito esorta a farlo prima di terminare il percorso di integrazione europea. “Non si può firmare un accordo del genere e poi ritirarsi”, afferma Dml.

Sull'importanza di garantire ai cittadini strumenti di democrazia diretta si focalizza anche Repubblica Futura che, però, ritiene migliore l'idea di un referendum successivo all'entrata in vigore dell'accordo, dopo averne misurato gli effetti. Per Rf le dinamiche di questi giorni sembrano, piuttosto, “un escamotage di chi non ha il coraggio di dire 'no' all'Europa”. “Un giochino politico – aggiunge il partito – per una resa dei conti in maggioranza”.

Rete ricorda le battaglie fatte nel passato per arrivare all'associazione piuttosto che a un'adesione. “Se ci sarà un referendum - dicono dal movimento – non saremo contrari”. Rete critica però una scarsa informazione verso i cittadini e parla di “responsabilità politica”.

In queste ore torna a intervenire, dalla maggioranza, il Partito socialista che rinnova le sue perplessità sull'operazione. “Ci siamo espressi per il referendum da anni – scrive il Ps – contro corrente e spesso in solitaria”. Nessun “chiarimento concreto” è arrivato rispetto “ai dubbi sollevati”, rimarca. E rilancia: “I partiti dicano con chiarezza e senza giri di parole se vogliono o meno il referendum prima che diventi accordo internazionale”.





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