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L'unico Voto Utile

1 nov 2012
L'unico Voto Utile
Mancano pochissimi giorni al voto. E mai come questa volta le scelte dei Sammarinesi saranno determinanti per il futuro della Repubblica.
Si vota con un anno di anticipo sulla legislatura perché il governo non aveva, da tempo, la forza e la volontà di intervenire sulla crisi e ha cercato di sfruttare una situazione di sconforto e di timore presente nel Paese. Intanto continua a montare la rabbia popolare che ormai assume caratteristiche pesanti; una rabbia che Sinistra Unita vuole trasformare in capacità di governo.
Sta entrando nelle case dei sammarinesi la relazione antimafia che ha portato alla temporanea uscita di scena di Gatti, Podeschi e Stolfi (ci ha pensato solo Sinistra Unita a fare questa doverosa opera di informazione). Ma da Pdcs e Psd nessuna autocritica sul fatto che per anni sono stati guidati da uomini che non fanno certo onore alla storia della Repubblica.
La coalizione “San Marino bene comune” (che ha un solo vero “bene comune”: continuare a gestire il potere) risponde a questa logica: compattare le forze politiche che più sono state coinvolte dagli scandali. Il risultato è l’aggregazione zoppicante di DC e PSD che non sanno nemmeno spiegare come mai sono stati così permeabili ad un pessimo stile di governo, a cui si aggiunge la benedizione di un partito, AP, e di un partitino, NS, per i quali la denuncia e le battaglie per la moralità sono solo un bel ricordo.
Troviamo, infatti, nel programma di governo di questi partiti una frase che ce li descrive meglio di tanti discorsi: “l’affacciarsi della criminalità organizzata”.
A questi signori bisogna ricordare che la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta non si sono “affacciate”: sono entrate dalla porta principale, dove hanno trovato un “comitato di accoglienza” formato da politici, professionisti e imprenditori nostri concittadini.
Basterebbe questo a giustificare una condanna politica senza appello.
Come ci possiamo fidare di una coalizione che nella sua quasi totalità non ha visto, non ha sentito, non ha parlato e soprattutto non vuole ancora capire che la difficile situazione di San Marino è il risultato delle politiche che sono continuate anche quando i segnali di allarme suonavano con forza?
Eppure con grande spavalderia sostengono di essere gli unici ad avere cultura di governo. Quella stessa cultura che ha prodotto disoccupati, fallimenti, degrado morale, devastazione del territorio e tante altre ferite sul corpo sociale ed economico della Repubblica.
Noi, al contrario, possiamo rivendicare con orgoglio (ma anche con amarezza) di avere lottato sempre (e spesso da soli) contro le politiche dell’affarismo e dello sfascio, e di avere denunciato – già in tempi lontani – dove ci avrebbero condotto.
Abbiamo deciso di affiancare al nostro simbolo quello di Civico 10, un’esperienza giovane ma ben organizzata. Un’alleanza, la nostra, fondata su un programma concreto (e non sulla solita spartizione di poltrone) e su una volontà decisa di bonifica della politica.
Gli strumenti culturali e le capacità per portare il Paese fuori dal pantano non ci mancano.
Chiediamo i voti per governare. Al più presto possibile.