Unità nazionale, elezioni anticipate o allargamento? La politica si interroga

La legge elettorale parla chiaro: non si può prescindere dall'attuale maggioranza. Qualsiasi opzione alternativa alle elezioni anticipate, come il Governo di Unità nazionale - spiega a Palazzo Pubblico Luca Boschi – deve prevedere almeno 30 consiglieri di Adesso.sm. L'opposizione è agguerrita, accusa il Governo di fallimento, di non riuscire a fare sistema. Per Alessandro Mancini se non si volta pagina “non se ne viene fuori”. “Possiamo uscirne più forti di prima” afferma Roberto Ciavatta, “ma non con soluzioni di austerity”.

Le posizioni restano lontane. La maggioranza ricorda che il Fondo Monetario chiede misure di responsabilità, a partire dalla riforma previdenziale. “Dobbiamo sapere quale progetto sposare” afferma il coordinatore di Civico 10 ma la minoranza non transige, “dovete farvi da parte – dice l'esponente di Rete – lasciando ad altri l'aumento delle entrate senza tagli allo stato sociale”. “Vogliamo tagliare il meno possibile”, assicura Nicola Selva precisando che le ricette del fondo monetario non sono un'imposizione. Fondamentale per l'FMI la riforma previdenziale. San Marino paga uno scompenso di 40 milioni l'anno ma per Giuseppe Morganti la riforma pensionistica non vuol dire lacrime e sangue. Sì a politiche di sviluppo ma serve – avverte - anche razionalizzare.

Rimane il problema della liquidità. “Si stanno cercando soldi ovunque, Russia, Cina e Dubai tralasciando il rapporto con l'Italia", attacca Federico Pedini Amati. E' questa per l'opposizione la strada da percorrere. L'opzione Italia è sul tavolo – risponde Boschi – valutando però pro e contro. Quindi, come uscire dalle secche? Teodoro Lonfernini dice no ad un Governo a tempo con chi ha avuto responsabilità. Sì invece ad un tavolo allargato alle forze economiche e sociali per costruire la prossima legislatura. Guarda al coinvolgimento del paese anche Mancini mentre Belluzzi spinge sull'Unità nazionale a condizione che Adesso.sm alzi bandiera bianca.

Scettico Dalibor Riccardi: manca un progetto e se qualcuno lo ha – dice - non coincide con quello delle altre forze politiche”. In questa fase straordinaria, Ciavatta si dice disponibile a lavorare con tutti “pur di salvare il paese” e coinvolgendo la cittadinanza. Per Nicola Selva ci si sta concentrando sulle opzioni di potere e invita a focalizzarsi sulle emergenze, “è su quei tavoli – dice - che si possono costruire maggioranze o condivisioni più ampie”. Scadenze importanti attendono il paese da qui a giugno: debiti con Banca Centrale, report del Fondo Monetario, Fitch, bilancio di Carisp. Tutte le opzioni sono sul tavolo. Compreso staccare la spina. “Per cosa? Al centro serve un progetto, Dice Boschi. “Improponibile in tempo di decisioni vitali entrare in una fase elettorale. Non guardiamo alle alchimie – afferma - ma ai problemi e alle loro soluzioni”. Civico 10 chiede al Governo risposte. In fretta.

MF

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