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Università, la nomina del nuovo Rettore diventa un caso politico

19 mag 2014
Università,la nomina del nuovo rettore diventa un caso politico
Università,la nomina del nuovo rettore diventa un caso politico
Qualche imbarazzo si respirava già questa mattina, durante i lavori del Congresso di Stato. La designazione da parte del Senato accademico del nuovo Rettore non è piaciuta al partito di maggioranza relativa. La nostra Università non è autonoma, sottolinea Marco Gatti, ma vive degli investimenti dello Stato. E quindi la politica deve avere la possibilità di ragionare su quale modello universitario investire. Il Rettore, rimarca il segretario della dc, è la persona che dovrà condurre l'Ateneo su un percorso che un Senato accademico appena costituito non ha certo avuto il tempo di valutare.
La maggioranza, commenta il Segretario alla pubblica istruzione, ha discusso più volte le candidature e quelle che si erano profilate erano molto autorevoli e adatte. Il Senato ha proceduto nei canoni della sua autonomia di giudizio. Il Consiglio Grande e Generale ha ancor più autonomia che eserciterà in tutta la sua funzione. Ho indicato quali sono le linee guida su cui sviluppare l'Università, sottolinea Giuseppe Morganti, perchè a questo sono stato delegato dal mondo della politica. Per l'Upr il botta e risposta tra Gatti e Morganti non fa che confermare le osservazioni sollevate durante l'approvazione della riforma. L'autonomia dell'università, sottolinea una nota, è già stata smentita dai fatti. Una parte della maggioranza si è già intromessa definendo il percorso che ha portato alla scelta di Petrocelli. Un'altra parte, sempre di maggioranza si agita, dopo aver sdoganato silenziosamente in aula la legge Morganti, nel dover prendere atto di questa nomina. L'Upr valuterà in Aula, conclude la nota, nella speranza che il nuovo rettore non sia un altro "monarca che regna e governa".

Sonia Tura