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Valentini: se la maggioranza non ce la fa si torna a votare

28 nov 2010
Valentini: se la maggioranza non ce la fa si torna a votare
Cala il sipario sul congresso della democrazia cristiana con la replica e il rammarico di Pasquale Valentini. Mi dispiace, ha detto, che si sia perso tanto tempo a individuare strategie. Siamo un partito onesto e leale. Le chiacchiere stanno a zero. Se la maggioranza non ce la fa si torna a votare. Ma il Patto non basta hanno detto in molti.
Diverse le analisi sulle strategie ma la maggioranza dei delegati parte da questa maggioranza, per chiedere una forte aggregazione e per invitarla a fare di più. Nessuno però giudica fallita questa esperienza politica. Le critiche agli Europopolari si sprecano, fino ad arrivare alla richiesta di lasciare il governo lanciata da Gianfranco Terenzi, mentre per rafforzare la maggioranza si guarda soprattutto alla costituente del partito socialista promossa da Nps. I sammarinesi, sottolinea Clelio Galassi, non perdonerebbero le elezioni a nessuna forza politica. Ma il patto non può essere ostaggio dei franchi tiratori. Di qui la necessità di allargare la maggioranza. Per Galassi non si deve privilegiare il Psrs perché dietro si potrebbe celare il tentativo di portare dentro i Ddc che invece, rimarca, la Dc deve escludere da qualsiasi iniziativa politica. Nel Psd, aggiunge, c’è un area importante in grado di dare il proprio contributo. Insomma mai con i Ddc, mai con gli Eps e mai con il partito che nascerà dalla fusione delle due forze. E al suo partito dice: basta con i giochi di bottega. Quali? Li riassume Gianfranco Terenzi. “Ho sentito molti elogi per Valentini, ma mi aspettavo anche gli fossero rivolte pubbliche scuse per il voto contrario che ha dovuto subire in Consiglio sul suo ordine del giorno”. Per Gabriele Gatti non c’è lotta di potere, di partito e neppure sulla linea politica. I sammarinesi, dice, si interrogano sul futuro non sulla nostra linea politica. Le differenze, sottolinea, stanno tra chi crede che la situazione è vicina al baratro e chi ancora si muove con i rituali della politica. La casa è in fiamme – dice – e ci si interroga su quali pompieri chiamare mentre tutto va a fuoco. Sono preoccupato per il Paese e se il patto dice le cose e non le fa continuo ad essere preoccupato. Molte critiche anche per la finanziaria 2011. Vanno create all’interno del Paese le condizioni per andare avanti e l’inasprimento fiscale toglie uno dei pochi appeal rimasti. E sui giochi dice: sono morali 200 macchinette e immorali 300? Bisogna potenziare quel che abbiamo. Ma anche sulla linea politica Gatti indica un'altra strada. Parliamo con il Psrs. Molto critico invece sulla costituente socialista e chiede: come possiamo essere a favore di una aggregazione alternativa alla Dc? Non c’ è dubbio che partiamo dal Patto, incalza Claudio Podeschi, però il Patto ce la deve fare. Da lui arriva forte la richiesta di una modifica alla legge elettorale, alzando lo sbarramento per semplificare il quadro politico. Al Psd dice: avete scelto voi l’alternanza e ci avete mandato all’opposizione. siete l’altra parte. Noi dobbiamo ricercare intesa con l’area socialista. Basta con le ipocrisie stigmatizza Luigi Mazza. Non diciamo qui che siamo per il Patto e poi lavoriamo contro il giorno dopo. La Dc non è appiattita su Ap. Se non siamo in grado di preparare e sostenere le proposte il problema è anche nostro. E quando si insiste a dire “la Dc di Valentini” si intende un partito leale, serio, credibile, autorevole. Questo, ha concluso, è il partito che voglio anche io, non la Dc che fa mancare i voti alle spalle, senza confronto.

Sonia Tura