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Vendita e permuta terreni pubblici, Ciacci: "Chiarezza, certezza e procedura uguale per tutti"

Adottato nuovo regolamento. Domande entro il 15 aprile e il 15 ottobre. Le valuterà una Commissione Tecnica Unica. "Cornice normativa moderna e giusta.”

di Monica Fabbri
14 lug 2025
Nel servizio l'intervista al Segretario al Territorio Matteo Ciacci
Nel servizio l'intervista al Segretario al Territorio Matteo Ciacci

Procedure semplici, tempi certi e criteri uguali per tutti: è questo il principio che guida il nuovo regolamento per permuta e vendita di terreni pubblici sotto i 150 mq e non strategici. “Si può innovare anche nelle piccole cose”, afferma il Segretario al Territorio Matteo Ciacci, che rimarca l'importanza di rispondere alle richieste dei cittadini con parametri oggettivi e un iter lineare e trasparente. Ispirandosi alla procedura applicata nel 2005 per la vendita dei frustoli, viene quindi istituita una Commissione Tecnica chiamata ad esprimere parere unico integrato. Le domande potranno essere presentate entro il 15 aprile e il 15 ottobre anche on line, compilando apposito modulo sul sito della Segreteria per il Territorio. Su tutte le pratiche ci sarà condivisione con i gruppi consiliari e quelle accolte approderanno in Congresso per l'autorizzazione e poi in Consiglio per l'approvazione finale che resta a maggioranza qualificata. “Chiarezza, certezza, procedura standard uguale per tutti – commenta il Segretario - limitando la discrezionalità da un lato, ma dall'altro consentendo di dare totale trasparenza a queste procedure che altrimenti spesso o finiscono e rimangono nei cassetti oppure vengono avanzate solo per interessi specifici o di parte. Ritengo, invece, che avere più trasparenza da questo punto di vista sia un requisito molto importante per una buona amministrazione”.

Il Regolamento esclude terreni destinati a verde pubblico, zone ex ferroviarie, aree archeologiche, artigianali, industriali e residenziali. “Stiamo lavorando per evadere tutte le vecchie domande”, afferma Ciacci. Proprio in questi giorni, in Consiglio, verranno votate una serie di permute e vendite, tra cui una risalente addirittura al 1987. “Credo che avere una procedura semplice e chiara – conclude il Segretario al Territorio - apra le porte anche ad un avvicinamento della collettività ad interessi che sono del tutto legittimi. Poi va bene dire di sì ma se tecnicamente non è possibile bisogna anche saper dire di no. La politica non deve dire sempre sì a priori”.





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