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Le visioni dello sviluppo economico

19 giu 2009
Un documento che potrebbe rappresentare la prima vera occasione di collaborazione fra maggioranza e opposizione. Definisce così, il Segretario di Stato all’Industria, Marco Arzilli, la relazione presentata all’assemblea consiliare nella quale sono contenute le linee politiche del Governo per lo sviluppo economico. Un testo che per Arzilli deve andare al di là del dibattito contingente e diventare la base si cui impostare l’economia del Paese per il prossimi anni. Il responsabile delle politiche economiche evidenzia come il documento sia in linea con l’accordo di cooperazione economica firmato con l’Italia il 31 marzo scorso e con quello n materia finanziaria che Arzilli si dice sicuro veda la firma entro la fine del mese. Non la pensano così le opposizioni che mettono in discussione la possibilità che fra pochi giorni si possa firmare. La definiscono una relazione vaga, vuota, priva di idee e proposte; un complesso di enunciazioni, di rimandi e di buoni auspici. Contestano la concretezza del documento chiedono progetti reali. “Per il nostro sistema – dichiara Pier Marino Mularoni – serve una cura drastica e non un lifting leggero”. “Non si può rilanciare l’economia partendo da presupposti che non stanno in piedi”, gli fa eco Denise Bronzetti. Per Paride Andreoli c’è più coraggio nel programma di Governo che nella relazione. Dai consiglieri di maggioranza qualche spunto e integrazione al documento: come l’ipotesi di riduzione della monofase, per aumentare ulteriormente la convenienza commerciale della Repubblica, o il rilancio del settore commercio nel suo complesso, con l’apertura ad investitori anche esteri, purché seri e di qualità. O ancora un programma pluriennale di riduzione della spesa corrente- come suggerisce Francesco Mussoni, che auspica possa scendere al 60-70%, come suggerisce il Fondo Monetario Internazionale. Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà globali causate dalla crisi economia internazionale, che inevitabilmente aprirà nuovi scenari, e alla necessità di dare agli imprenditori e ai lavoratori in generale, prospettive di sicurezza.